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La parola ai clienti di Prestiamoci

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Chi meglio di chi ha preso a prestito o ha prestato sui Marketplaces può raccontarci a che punto è oggi il P2P Lending in Italia?
Nessuno! Ecco perché nei giorni scorsi abbiamo intervistato alcuni clienti, richiedenti e prestatori, di Prestiamoci (link al sito).

- Come hai conosciuto il mondo del P2P Lending?

Richiedenti:

N: N., 38 anni di Roma, ha sentito per la prima volta parlare di “P2P Lending” sul web, circa tre anni fa.

T: Anche T., 48 anni residente a Biella, ha conosciuto nel 2010 il P2P attraverso la rete: “non ricordo esattamente cosa abbia catturato la mia attenzione, forse un banner o una pubblicità su Google”.  

A: “Trovandomi nella necessità di dover richiedere un piccolo prestito ho iniziato ad informarmi sul web". Attraverso Facebook ha scoperto Prestiamoci.

Prestatori:

E: Per E., forlivese di 45 anni, il primo contatto con il P2P lending è avvenuto offline “leggendo un articolo su La Stampa mi sono incuriosito, cercando sul web ho trovato Prestiamoci”.

C: Anche per C., spezzino 57enne, il primissimo contatto è avvenuto attraverso un media tradizionale: “ho sentito uno spot su Radio 24, la mia radio preferita, poi, come tutti, mi sono informato sul web”.

 

- Perché hai scelto di rivolgerti ad un Marketplace invece che alla tua banca o ad una finanziaria? Raccontaci: come è stata la tua esperienza?

Richiedenti:

N: Circa 2 anni fa, avendo bisogno di €12.000 per finanziare i costi di start up del suo progetto imprenditoriale (vincitore di alcuni bandi regionali ed europei) ha iniziato a valutare le piattaforme di P2P per richiedere un prestito personale.
Prestiamoci è stata la prima a risponderle tra quelle contattate. Per N. il primo impatto è stato subito positivo: “avere una persona a cui presentare il tuo progetto e le tue ragioni è stata la cosa più preziosa”.
In poco tempo ha presentato tutta la documentazione richiesta dal Marketplace per poter valutare il suo merito creditizio. Nel giro di un paio di giorni le è stata proposta una rata soddisfacente (durata del prestito 30 mesi).
Una volta accettata la proposta di Prestiamoci, la sua richiesta è stata caricata sul Marketplace e nel giro di due settimane le è arrivato il bonifico con la somma richiesta.
“In quel momento della mia vita”, ci racconta, “il canale bancario tradizionale non era per me percorribile e delle finanziarie non ne voglio sapere, sia per i tassi proposti che per una questione di feeling: sei un numero, non esiste un rapporto umano che faciliti i processi”.

T: Nell’ottobre dello scorso anno, per acquistare un pannello solare/impianto fotovoltaico si è informato per prendere a prestito €6.000.
I tempi di risposta del Marketplace sono stati rapidi: “dopo aver inviato la documentazione necessaria il 30 ottobre, ho ricevuto una risposta ed un’offerta il 3 novembre. Dieci giorni dopo mi è stata accreditata sul mio conto corrente la somma richiesta”. Si tratta di un prestito di €6.000 a 36 mesi con un TAN del 6.77% ed un TAEG del 9.97%. 
“Ho scelto Prestiamoci perché mi sono sembrati rapidi ed efficienti, inoltre il tasso che mi ha proposto era inferiore dell’1% circa rispetto a quello che mi ha offerto la mia banca”.

A: Poiché non “ho un reddito fisso il canale bancario mi è precluso”. Inoltre “le finanziarie le tengo lontane come la peste…non mi piacciono né le procedure né ideologicamente”. Trovandosi dunque nella necessità di dover richiedere €4.500 per la ristrutturazione di un casolare in montagna, si è rivolta a Prestiamoci.
La procedura di on-boarding è stata “rapida ed indolore, anche per me che sono molto poco pratica del web e della tecnologia. Anche la documentazione richiesta per la valutazione è stata abbastanza semplice da reperire”. 
In base al profilo di rischio di A., Prestiamoci le ha offerto a fronte di €4.500 a 45 mesi un TAN del 10% ed un TAEG dell’11.99%.  

È interessante secondo noi notare che A., da quanto ci ha raccontato, non ha neanche confrontato proposta di tasso con un’alternativa, semplicemente: “sono stati veloci e cordiali e ho accettato”. 
Esistono clienti più attenti al tasso ed altri invece più attenti alla qualità del servizio. 
A nostro giudizio, soprattutto per importi contenuti, la qualità del servizio assume un ruolo decisivo nell’acquisire il richiedente: spesso le banche e le finanziarie si scordano che anche chi chiede piccole somme è un cliente!  

 

- Prenderesti a prestito nuovamente attraverso Prestiamoci o un’altra piattaforma alternativa di P2P Lending? Hai qualche suggerimento da dare al Marketplace?

Richiedenti:

N: “Sì, se dovessi averne bisogno, mi rivolgerei nuovamente a Prestiamoci”. Secondo N. l’idea di “finanziare un progetto meritevole” dovrebbe essere maggiormente enfatizzata e veicolata ai Prestatori delle piattaforme.  

T: “Se la mia esperienza come cliente si confermerà positiva al termine dei 30 mesi, se il tasso che eventualmente mi proporranno sarà nuovamente attraente, assolutamente sì”.  

A: “Sì, chiederei nuovamente a prestito”. Inoltre A. ci tiene a precisare che qualche mese fa “dal momento che avevo qualche soldo in più, ho provato a diventare Prestatore”. Ad oggi però con Prestiamoci non è possibile essere Richiedente e Prestatore allo stesso tempo, “ecco io questo punto lo cambierei…” aggiunge A. 
prestiamocilogo
- Perché hai scelto questa nuova forma d’investimento (diversificazione del portafoglio, rendimenti, etc.)? 

 Prestatori:

E: “Mi piace l’investimento a reddito fisso e sicuro… anche se sono consapevole che esiste la possibilità che il debito non venga ripagato”.
Non è stata una scelta dovuta alla diversificazione del portafoglio, il driver principale è stato il ritorno atteso “confrontato con una obbligazione che a fronte di un investimento di €20,000 mi pagava €5 semestralmente” (benvenuti nell’era del Quantitative Easing e della compressione dei ritorni obbligayionari tradizionali..). 
Oggi il ritorno atteso del portafoglio del signor E. è intorno al 5% lordo ma “finché rimane sopra il 3% per me va bene…”.
Il motivo per cui ho scelto Prestiamoci è perché “mi piace molto il concetto di intermediario light: ci sono delle regole di ingaggio chiare che rendono anche i ritorni più interessanti”.  Aggiunge inoltre  “…credo sia giusto retribuire Prestiamoci con una commissione per il lavoro svolto, con le banche non capisco cosa sto pagando”.

C: Si definisce un prestatore “storico” su entrambi i Marketplaces per i prestiti personali attivi in Italia: Prestiamoci e Smartika. Il motivo principale che lo ha spinto ad investire è stata la volonta di diversificare il suo portafoglio di risparmi.
Inizialmente “avevo  scelto un profilo di rischio medio/alto, ma con il passare del tempo, vedendo il numero di insolvenze, mi sono spostato verso il basso”. Attualmente “il mio portafoglio ha un rendimento atteso intorno al 5%, con un profilo di rischio molto conservativo”.

 

- Investi scegliendo i prestiti presenti sul Marketplace manualmente o utilizzi il servizio d’investimento automatico?

Prestatori:

E: E. lascia impostata la modalità di investimento automatico su prestiti a “basso rischio” in maniera tale che gli interessi ricevuti vengano rimessi “a lavorare” subito. Ogni tanto “aggiusto il portafoglio manualmente scegliendo qualche investimento con un tasso più alto…”. 
In sostanza E. lascia il pilota automatico impostato su prestiti di “classe A”  per il reinvestimento, quando invece vuole “alzare il tiro” lo fa in prima persona   approfondendo il profilo di coloro ai quali andrà a prestare.

C: “Utilizzo la modalità d’investimento automatico su entrambi i Marketplaces”.

 

- Investiresti i tuoi risparmi nuovamente attraverso Prestiamoci o un’altra piattaforma alternativa di P2P Lending? Hai qualche suggerimento da dare al Marketplace?

Prestatori:

E: Si trova molto bene con Prestiamoci, non è intenzionato a provare altre piattaforme nel breve.
Un tema peró che ritiene fondamentale per il successo di questa nuova asset class è un cambiamento della normativa riguardante la tassazione: “Sarebbe più giusto che la rendita derivante da questo tipo d’investimento venisse tassata al pari degli altri strumenti finanziari... non è logico che vada a sommarsi al reddito generato in un anno e quindi sia sottoposta ad aliquota marginale Irpef” (noi non possiamo che essere completamente d’accordo su questo punto).
In ogni caso si è detto soddisfatto della reportistica che Prestiamoci fornisce ai fini fiscali. 

C: Il feedback del signor C. come prestatore è invece critico: “se il P2P Lending non verrà rivisto non avrà successo. Se non ci saranno miglioramenti nei prossimi mesi non continueró ad investire”. In particolare si riferisce all’alto numero di frodi registrate nel primo periodo di attività dei Marketplaces, “secondo me devono stringere le maglie…”.
Secondo il signor C. i principali aspetti che Prestiamoci dovrebbe migliorare sono: 

  •  “Non esiste un mercato secondario”, ovvero la possibilità di liquidare il proprio investimento prima della scadenza. 
  •  “I prestatori non hanno garanzie di protezione”, in particolare non esiste “né un fondo di garanzia né una copertura assicurativa”.  
  •  L’impiego del capitale è lento: “i miei soldi non lavorano...”.  

 


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