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Matteo Tarroni ci racconta Workinvoice

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Workinvoice è un marketplace che offre “la possibilità di convogliare importanti flussi di risparmio direttamente e velocemente dagli investitori privati e istituzionali alle piccole imprese, basandosi su tecnologia e processi innovativi”.

Matteo Tarroni, CEO e Co-Founder, ci racconta Workinvoice!

- Come è nata Workinvoice? Quale obiettivo si pone? Quali sono state le tappe più importanti della sua storia finora?

MT: Workinvoice è stata concepita nel 2013 con l’obiettivo di essere la prima piattaforma italiana di invoice-trading trasferendo le migliori esperienze avviate sul mercato USA e UK e adattandole a una cornice legale e regolamentare italiana, per tenere conto delle specificità del nostro mercato B2B (business-to-business).

Nel 2014 dopo il 1° round di seed financing è stata creata in-house la prima versione della piattaforma, sono stati predisposti la contrattualistica e i processi operativi e sono stati identificati i partners operativi per rating, credit collection e settlement.

Nel 2015 abbiamo iniziato ad operare su base test nei primi 6 mesi ed effettuato un 2° round di financing, che, in parallelo, ha anche fornito maggiori risorse per l’acquisto dei crediti i cui volumi sono nettamente saliti nell’ultimo trimestre grazie alla rete di rapporti di segnalazione avviata con numerosi professionisti e intermediari.

Nel 2016 la crescita è proseguita a ritmi intensi ed è stato completato il 3° round di financing con l’ingresso di nuovi soci selezionati con l’obiettivo di fornire un supporto diretto alla fase di sviluppo. In aggiunta sono stati avviati i contatti operativi con operatori istituzionali (fondi esteri e italiani) ed è stato introdotto nello schema di settlement un istituto di pagamento autorizzato ad operare in Italia.

- La cessione dei crediti commerciali: ci spieghi come funziona e dai chi è storicamente presidiato il mercato in cui operate? 

MT: Il mercato della cessione o dell’anticipo dei crediti commerciali è oggi interamente controllato da istituzioni finanziarie (banche e società di factoring). Workinvoice si pone nel mercato come canale aggiuntivo per facilitare piccole imprese o per strutturare operazioni di Supply Chain Finance con una piattaforma dedicata e a basso costo.

La cessione dei crediti sulla piattaforma avviene completamente online, nella forma del pro-soluto* con due passaggi:

  • un acconto pari al 90% della fattura ceduta quando cedente (seller) e cessionario (buyer) concordano il prezzo all’interno dell’asta online;
  • il saldo alla data in cui la fattura viene effettivamente pagata dal debitore sulla base dei giorni effettivamente trascorsi e del tasso concordato in asta. Tipicamente il saldo è tra l’8% e il 9% della fattura.

Per potere cedere crediti l’impresa deve superare un processo di verifica che richiede normalmente pochi giorni e la trasmissione di un numero ridotto di documenti. 

*Quando il cedente non deve rispondere dell'eventuale inadempienza (solvibilità) del debitore, garantisce solamente dell'esistenza del credito.

- Come si differenzia la vostra offerta rispetto ai players tradizionali? In altre parole: cosa trova di diverso un’azienda che si rivolge a voi (tempistiche di approvazione credito, costo del finanziamento, altro…)? 

MT: Operativamente per le imprese le principali differenze dell’invoice-trading rispetto al classico anticipo-fatture o al factoring sono nella velocità di risposta (una settimana per potere aderire, 3 giorni per incassare la liquidità dei crediti ceduti online) e nella semplicità di utilizzo. Ugualmente importante è la flessibilità di cedere a propria discrezione crediti senza vincoli e senza prestare alcuna garanzia.

La grande differenza offerta dal nostro marketplace è nella possibilità di convogliare importanti flussi di risparmio direttamente e velocemente dagli investitori privati e istituzionali alle piccole imprese, basandosi su tecnologia e processi innovativi.

- Qual è il tipico profilo di azienda che si rivolge a WorkInvoice? 

MT: Attualmente il mercato si sta sviluppando con micro e piccole imprese che pur avendo eccellenti rapporti di fornitura verso clienti di dimensione media e grande trovano difficile accedere al credito bancario in quantità sufficiente e a costi accettabili. In altri casi la dimensione dell’impresa è più grande ma la difficoltà di accedere a forme tradizionali di finanziamento del capitale circolante le spinge a utilizzare Workinvoice come un buffer incrementale sfruttando la nostra velocità di risposta.

- Che tipo di fatture possono essere vendute attraverso la vostra piattaforma?

MT: Sulla piattaforma trattiamo crediti commerciali superiori a €10.000 e sempre verso società di capitali, quindi non della PA (Pubblica Amministrazione). Il debitore deve essere di dimensione media o grande e di elevata qualità, sulla base della valutazione del merito creditizio fornita da una società di rating indipendente.

Tuttavia l’analisi e selezione dei crediti commerciali che svolgiamo identifica e privilegia la qualità intrinseca nel rapporto storico tra fornitore e cliente oppure nell’importanza del prodotto fornito per offrire ai nostri investitori la migliore protezione possibile dal rischio di mancato pagamento.

- Sul vostro sito leggiamo che “il prezzo di vendita è determinato attraverso un’asta competitiva tra compratori aderenti alla piattaforma...”: come funziona il meccanismo dell’asta?

MT: Le imprese offrono crediti indicando il prezzo minimo a cui desiderano cederli per ottenere liquidità. I buyers possono competere per aggiudicarseli offrendo prezzi più elevati durante il periodo in cui viene aperta l’asta (oggi 9 ore). In ogni caso se il credito viene acquistato l’impresa otterrà come minimo quanto ha richiesto o in altre parole non pagherà più di quanto ha scelto di pagare.

- Gli acquirenti di crediti sulla vostra piattaforma sono i cosiddetti prestatori. Qual è il tipico profilo di chi investe attraverso WorkInvoice?

MT: Gli investitori che operano con Workinvoice non prestano denaro alle imprese in senso stretto, ma acquistano a titolo definitivo un credito commerciale a un prezzo definito, fattispecie prevista dal nostro ordinamento civile (art.1260 cc).

Si tratta di investitori qualificati e consapevoli del rischio implicito nei crediti commerciali, sia che si tratti di privati (importo minimo di €50.000) che si tratti di fondi specializzati nell’acquisto di crediti.

- Come variano il rendimenti per i Prestatori? 

MT: Variano molto in funzione di tre parametri: la qualità del credito offerto, la durata del credito stesso e il grado di necessità della liquidità da parte delle imprese che offrono crediti.  Nell’attuale esperienza i nostri buyers hanno ottenuto rendimenti lordi compresi tra il 5% e il 10% per una durata compresa tra 25 e 140 giorni e mediamente di 70 giorni.

- Offrite garanzie sui rendimenti? Se sì, attraverso quali meccanismi?

MT: Workinvoice non prevede alcun meccanismo di garanzia sul credito o sui rendimenti. Gli investitori acquistano crediti mediamente di elevata qualità con rendimenti particolarmente attraenti date le condizioni nel mercato globale dei capitali.

- Quali sono le dimensioni stimate del vostro mercato di riferimento in Italia?

MT: Poiché l’attività di Workinvoice è indirizzata prevalentemente a crediti vantati da piccole e medie imprese verso imprese private di maggiore dimensione stimiamo che questo segmento di mercato possa valere complessivamente tra 5 e 10 miliardi di euro in Italia. 

- In quali altri paesi operano piattaforme simili alla vostra? Vi ispirate a qualcuna di queste?  

MT: Le più importanti piattaforme di invoice-trading sono situate in USA e in Gran Bretagna, ma altre piattaforme più recenti sono attive praticamente in quasi tutti i paesi europei. Noi abbiamo sempre guardato con grande rispetto alla capacità di MarketInvoice in UK di crescere in modo costante, equilibrato e trasparente anche se il contesto in cui opera è decisamente più favorevole per il supporto dato dal Governo da un lato e dall’altro per il rapporto più maturo che esiste tra piccole imprese e le piattaforme internet.

Grazie Matteo!


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