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Il fondatore di Lending Club si dimette: si avvicina la “tempesta perfetta” per il P2P

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La “notizia bomba”
Lending Club (LC) – la più grande piattaforma P2P al mondo – ha annunciato stamattina in coincidenza con i suoi risultati trimestrali le dimissioni di Renaud Laplanche, suo fondatore e CEO. Laplanche è considerato il “guru” del P2P e una figura – fino a ieri – carismatica per la promozione della crescita della nuova industria negli Stati Uniti e a livello globale.
Più gravi delle dimissioni sono i motivi che le hanno causate. A seguito di controlli interni sono state scoperte inesattezze informative in una transazione riguardante la vendita di un pacchetto di 22 milioni di dollari di prestiti “quasi prime” ad un investitore. Inoltre - separatamente - i controlli hanno evidenziato che non erano stati segnalati alcuni investimenti da parte di membri del management in un fondo nel quale Lending Club stava considerando di investire.
In parole povere: nel primo caso Lending Club aveva venduto ad un investitore un pacchetto di “mele” che invece erano “pere”. Nel secondo caso il management non aveva segnalato i suoi conflitti.
Per un'industria che ha fatto della trasparenza il suo mantra quanto sopra basta e avanza.

Si avvicina la “tempesta perfetta”
Per il P2P è un fortissimo peggioramento delle cattive notizie che avevano già cominciato ad emergere nelle settimane precedenti, riguardanti sofferenze sopra le attese per alcune categorie di impieghi originate dalla stessa Lending Club e da altri operatori (On Deck, Prosper).
Al momento di scrivere questo post le azioni di LC perdono quasi il 30% rispetto a venerdì scorso. La performance da inizio anno è ora pari a -51% e il titolo tratta intorno ai 5 dollari – rispetto ai 15 dollari dell'IPO (Initial Public Offering) di fine 2014. La capitalizzazione di Lending Club è crollata a circa 2 miliardi di dollari, ma va tenuto presente che la società ha in bilancio cassa e titoli assimilabili per oltre 600 milioni di dollari.
Da inizio anno i titoli di OnDeck Capital, altro operatore quotato, sono scesi anch'essi di oltre il 50% e la capitalizzazione di OnDeck è ora pari a “soli” 358 milioni di dollari.
La “bolla” si è totalmente sgonfiata!

Uno scenario per i prossimi mesi
Peter Renton, il fondatore del sito Lend Academy, ha postato nel suo primo commento che le dimissioni di Laplanche sono la “peggiore possibile pessima notizia” che poteva accadere al P2P.
La stragrande maggioranza delle piattaforme P2P non è quotata. Alcune sono state finanziate da fondi VC (Venture Capital). Altre da investitori privati. Non essere quotati rimuove forse la pena di vedere il proprio valore crollare oggi MA non elimina di certo la preoccupazione.
Sulla base di altre bolle sgonfiatesi in passato in altri settori, possiamo provare ad abbozzare uno scenario riguardo i danni che la “tempesta perfetta” rischia di causare nei prossimi mesi. Il P2P oggi è un fenomeno globale, ma inserito in una specie di macchina del tempo, con alcuni paesi – quelli anglosassoni – qualche anno avanti “nel futuro” rispetto all'Europa e al Resto del Mondo.

...negli Stati Uniti (US)...
Il regolatore – che aveva adottato una politica di “laissez faire” nella fase iniziale di sviluppo – si sentirà chiamato in causa e comincerà a “regolare” con più attenzione.
I grandi investitori/prestatori sulle piattaforme – che come tutti e anche più degli altri – leggono le notizie finanziarie – diventeranno più cauti. Negli Stati Uniti gli investitori istituzionali rappresentano la maggioranza dei finanziamenti per i prestiti originati dalle piattaforme (il 55% dei volumi investiti su Lending Club nel primo trimestre 2016).
Il raffreddamento di interesse degli investitori porterà come conseguenza ad un rallentamento nelle originazioni di nuovi prestiti a individui e imprese. Nel primo trimestre 2016 la sola Lending Club ha “originato” 2.75 miliardi di dollari di nuovi prestiti. Quasi certamente questo dato risulterà più basso – di quanto al momento è difficile dire – nei prossimi trimestri.
Negli Stati Uniti si stima operino attualmente oltre 250 piattaforme P2P. La vita si farà più dura per la grande maggioranza. I regolatori approfondiranno le loro richieste, gli investitori saranno più cauti e faranno molte più domande su procedure, qualità del credito, conflitti di interesse.
I fondi VC rallenteranno il loro ritmo di investimenti.
Come risultato, questa è la previsione più facile, tra qualche anno ci saranno molti meno operatori P2P in US. La verità è che prima o poi doveva succedere. Questa volta l'effetto scatenante che ricorderemo saranno state le dimissioni del CEO dell'azienda leader nel settore.

...nel Regno Unito (UK)...
Il regolatore UK è stato molto più attivo e attento a predisporre regole chiare sin dai primi giorni. Pertanto non ci attendiamo un particolare inasprimento dello scenario regolatorio da parte della FCA (Financial Conduct Authority).
Per il resto, però, il comportamento dei prestatori e dei fondi di VC sarà simile a quanto vedremo in US. Come conseguenza la crescita dei volumi subirà con ogni probabilità un impatto e la selezione tra gli operatori sarà più dura di quanto visto finora.

A livello globale
Negli altri paesi, che sono indietro nella macchina del tempo, i regolatori si stanno cominciando adesso ad interessare al P2P. Le piattaforme sono dei “nani” rispetto ai business in US e UK.
Quindi il danno in termini monetari sarà di certo inferiore. Ma è comunque probabile un raffreddamento di interesse da parte dei fondi di venture capital e investitori/prestatori.

I giudizi
A partire da stasera ci saranno numerosi articoli di stampa sull'argomento. Ed è facile prevedere giudizi – giustamente – molto negativi. Alcuni di questi potrebbero spingersi fino a “sancire” la fine del P2P: un neonato freddato ancora nella culla dalla “tempesta perfetta” dopo le dimissioni di Renaud Laplanche.
Concentrandosi sui fatti: un comportamento errato da parte di un CEO non significa che l'intero modello del P2P (o marketplace lending) debba considerarsi defunto. Altrimenti, e già da tempo, non avremmo più le banche...
La tempesta perfetta servirà a fare selezione, come è giusto che sia, non ha importanza il motivo che l'ha originata.


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