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Il teorema del frigorifero

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“Per un incremento delle probabilità di successo finanziario, il tempo dedicato all’approfondimento delle caratteristiche di un investimento deve essere almeno equivalente a quello impiegato per l’acquisto di un frigorifero nuovo.”

Ecco il postulato del “teorema del frigorifero”! Teorema di mia invenzione e (solo momentaneamente...) sconosciuto ai più.

Alcuni di voi potrebbero essere disorientati: “ma certo che deve essere cosi! Chi è il matto pronto ad investire decine o, a volte, centinaia di migliaia di euro senza prima essersi informato bene?”...
Beh, vi assicuro che in 16 anni di frequentazione dei mercati finanziari mi è capitato diverse volte di vivere, anche nel mondo degli investitori istituzionali, dei periodi di particolare euforia nei quali ad essere investiti senza una appropriata due diligence (dovuta diligenza) sono addirittura milioni!

Questo articolo però vuole rivolgersi alla clientela retail; una platea molto ampia alla quale si presentano le principali opportunità ed i principali rischi del segmento del P2P Lending.
Sono le stesse persone che si aggirano nel grande negozio di elettronica paragonando tutti i i prezzi dei frigoriferi con l’ultima “app” super intelligente che ti permette di risparmiare €15 su un prodotto che ne vale €700, ma che poi va in banca e firma carte su carte su carte per comprare subordinati bancari con buona parte della liquidazione.
Sono le stesse persone che sanno tutto di risparmio energetico e categorie A+++, A++, A+, no frost, capacità lorda e netta ed effetti anti-impronta ma poi dicono: “mi sono fidato del dipendente della banca, d’altra parte lavora per la banca e io sono cliente...”.
Queste sono proprio le situazioni dove il nostro teorema entra in gioco in modo determinante. Se siamo le stesse persone che comprano i frigoriferi informandosi e pretendendo un livello di servizio molto alto dai malcapitati dipendenti del negozio di elettronica, facciamo lo stesso con gli investimenti e con i nostri venditori di prodotti finanziari.
Non fidiamoci, chiediamo spiegazioni, pretendiamo maggiori informazioni e prendiamoci più tempo per riflettere prima di decidere; parafrasando gli americani: “in God we trust, everything else we verify” (crediamo in Dio, tutto il resto lo verifichiamo).
Applichiamo il semplice teorema del frigorifero e sono sicuro che vedremo tutti migliorare il risultato dei nostri investimenti.

La vostra replica potrebbe essere quella che, in questo modo, tanti investimenti non riuscirete a farli perché, anche dedicando del tempo, non sapete coglierne tutti gli aspetti tecnici.
Bene, se la vostra soglia di comprensione viene superata e non siete a vostro agio con un particolare prodotto, quelli sono proprio gli investimenti che non dovete fare. Ci sono ottime probabilità che questi prodotti nascondano delle strutture in derivati complicatissime e non necessarie.
Una obbligazione, un’azione o anche un fondo di investimento tradizionale non sono strumenti per niente complicati e dovrebbero rappresentare buona parte dell’universo investibile per chiunque.

A volte però nascono delle nuove classi di investimento come il P2P Lending. In questi casi le maggiori difficoltà non risiedono nella complessità del prodotto ma nel riuscire a trovare le informazioni necessarie per coglierne tutti gli aspetti in modo esaustivo. Per questo il lavoro svolto da questo portale sul P2P è molto prezioso.
Chi può prestare? Chi può richiedere? Quali sono i termini e la contrattualistica? Quali sono le diverse modalità di allocazione del credito? Cosa succede se c’è un default?... Sono tutti temi che trovate, o troverete, sviscerati qui grazie all’ottimo lavoro editoriale. Si tratta di un nuovo segmento nel mondo Fintech. È un mondo molto fluido ed in divenire. Un’informazione super partes e di qualità è un bene prezioso.
Un grosso in bocca al lupo a tutti gli operatori di questa industria nascente e buon investimento a tutti.

Grazie Giuseppe!


Giuseppe Ganci, CFA
Portfolio Manager presso Compass Asset Management SA, Svizzera. In precedenza ha lavorato a Londra come trader per Dresdner Kleiwort Wasserstein e occupandosi di gestioni alternative per Nextam Partners.



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