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Fifty supera il traguardo dei 100 milioni di turnover!

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P2P Lending Italia ha incontrato Michele Ronchi, CEO, fondatore e principale azionista di Fifty, la piattaforma specialista nella Supply Chain Finance che annovera tra i suoi soci Groupama Asset Management SGR e TesiSquare.

Il motivo dell’incontro è stato il superamento del traguardo di 100 milioni di euro di fatture intermediate dall’inizio dell’attività.

Un dato ragguardevole nell’ambito del panorama del Fintech Italiano, e in particolare della nicchia che nelle nostre statistiche periodi che definiamo come “sconto fatture”. Per dare un’idea: il dato cumulato di intermediato “since inception” delle due piattaforme per le quali P2P Lending Italia ha finora raccolto i dati è infatti prossimo a una cifra equivalente a quella originata dalla sola Fifty nei primi dodici mesi di attività. I dati della piattaforma verrano inclusi nel nostro campione a partire dal quarto trimestre del 2017, aumentando la significatività dei nostri dati in questo particolare segmento di finanziamento alternativo per il sistema imprese.

– A fine Novembre avete superato i 100 milioni di volume intermediato, a quante fatture si riferiscono questi dati?

Il primo investimento del FIA (Fondo di Investimento Alternativo) legato alla piattaforma è avvenuto in Ottobre 2016. Da allora abbiamo finanziato circa 2.700 fatture di vari cedenti.

– I dati del terzo trimestre 2017 e dei primi due mesi (Ottobre e Novembre) del quarto trimestre evidenziano volumi in forte crescita, tra i 160 e i 180 milioni annualizzati: pensate di poter realizzare questo tipo di volumi nel 2018?

In realtà siamo più ambiziosi. Il nostro obiettivo è di superare i 300 milioni di transato nel 2018. Questo grazie al fatto che la piattaforma è ormai ben avviata e al supporto del FIA promosso e gestito da Groupama SGR, che ci ha permesso di essere dal primo giorno un interlocutore  credibile e con ampia capacità di investimento.

– Ci potete fornire qualche dato in più riguardo al Fondo in oggetto?

Il Fondo, denominato Supply Chain Fund, lanciato a fine 2016 e gestito da Groupama AM SGR è un Fondo Chiuso di Diritto Italiano. Ad oggi ha raccolto un commitment complessivo per circa 100 milioni di euro da investitori istituzionali di primario livello. Di questi, quasi 60 sono stati richiamati e investiti. L’obiettivo del Fondo è di arrivare a 250 milioni di euro di gestito, il che richiederebbe il raggiungimento di un volume di transato annuo pari a circa 1 Miliardo.

– Come pensate di raggiungere questi obiettivi?

Dal lato della raccolta, il Fondo ha in corso una serie di contatti con investitori istituzionali potenzialmente interessati. Dal lato dell’intermediato abbiamo una serie di potenziali accordi aggiuntivi di supply chain finance nella nostra pipeline. Faccio notare che raggiungere 1 miliardo di intermediato annuo vorrebbe dire raggiungere volumi di una società di factoring tra le prime venti in Italia, escludendo le società captive.

– Ci potete fornire qualche dato relativo al tipo di crediti che selezionate e in cui il Fondo investe?

Il profilo non è cambiato da Ottobre 2016 ad oggi. Si tratta di crediti della Supply Chain di grandi debitori industriali (es. primarie aziende dell’automotive, del settore farmaceutico, delle telecomunicazioni).

– Come funziona la relazione tra la piattaforma e il Fondo?

Ad oggi la piattaforma ha intermediato in esclusiva per il Fondo. Nel 2018 è prevista l’apertura ad investitori terzi, sia che si tratti di gestori di fondi istituzionali interessati a questa nuova asset class sia che si tratti di altri intermediari finanziari che vogliano modificare in maniera tecnologicamente avanzata i loro processi legati alla cessione del credito. Contiamo di poter iniziare ad offrire servizi non solo tecnologici , ma anche di processo e di origination verso terze parti.

– Da chi è sottoscrivibile il Fondo? E che tipo di rendimento ha generato nel suo primo anno di attività?

Si tratta di un FIA di credito con ammontare minimo di commitment pari a 500.000 euro e sottoscrivibile solo da investitori istituzionali. Il Fondo pubblica NAV mensile e ha un benchmark di rendimento di Euribor 3M + 200 bps. Il portafoglio crediti ha generato un rendimento superiore al benchmark che ha permesso di compensare tutti i costi di start up. 

– Cosa ci racconta di Fifty?

La piattaforma prevede di chiudere positivamente  il proprio bilancio 2017. Siamo ovviamente riconoscenti ai nostri partner strategici – Groupama SGR e Tesi – che nella fase di start up ci hanno permesso di usare i loro servizi riducendo ai minimi i nostri costi di struttura. La strategia di Fifty è di aprirsi ad altri partner e clienti nei prossimi anni, anche mediante lo studio di altri possibili Fondi dedicati a particolari nicchie del Supply Chain Finance (vedi inventory finance, confirming, etc).


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