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I risultati di Lending Club mostrano luci e ombre

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Lending Club (LC) – il più grande Online Marketplace di prestiti alle persone quotato al NYSE (New York Stock Exchange) - ha comunicato questa settimana i risultati per il quarto trimestre 2016 e l’intero anno fiscale.

P2P Lending Italia ha analizzato i risultati e i messaggi che il management ha fornito agli investitori durante la presentazione degli stessi. Ne esce un quadro composto da luci e ombre, analizziamolo più in dettaglio…

Le luci…

  1. Volumi in stabilizzazione

Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso LC ha originato nuovi prestiti per 1.987 miliardi di dollari. Gli sforzi del management per stabilizzare i volumi - dopo il forte calo subito come conseguenza delle inattese dimissioni del fondatore e CEO Renaud Laplanche - sembrano sortire i primi effetti positivi. I volumi del quarto trimestre sono stati superiori di circa +1% rispetto al trimestre precedente. Il management stesso ha confermato durante la conference call con analisti e investitori che – per quanto l’originazione di nuovi prestiti - si aspetta di essersi lasciato il peggio alle spalle.

  1. Ritorno di fiducia dalle banche

Lato prestatori, il dato più sorprendente è rappresentato dal fatto che le banche hanno rappresentato il 31% dei volumi di investimento nella piattaforma, in forte aumento rispetto al 13% del terzo trimestre. Il contributo delle banche come prestatrici su LC è ritornato prima delle attese ai livelli pre-dimissioni di Laplanche. Questo testimonia una rinnovata fiducia da parte delle banche nelle azioni del management e nella qualità dei crediti originati da Lending Club.

Nel quarto trimestre in particolare si è visto il contributo positivo dell’accordo stipulato nei mesi precedenti con Credigy, una controllata della National Bank of Canada.

  1. Possibile prossimo ritorno di fiducia anche dal canale cartolarizzazioni… anche grazie ad una almeno temporanea svolta verso un modello “ibrido”

Lending Club sembra anche aver riattivato con successo il canale rappresentato dalle cartolarizzazioni di parte dei prestiti originati. La piattaforma ha completato una cartolarizzazione in Dicembre 2016 e ha annunciato in Gennaio una nuova operazione – per un ammontare di 300 milioni di dollari sponsorizzata dalla banca d’affari Jefferies. Per consolidare il ritorno di fiducia riguardo a questo importante canale, Lending Club ha annunciato che utilizzerà per quest’ultima operazione parte del suo capitale – un ammontare di circa 100 milioni di dollari – per investire nei prestiti che origina. Questo utilizzo è considerato come necessario ma temporaneo, nel senso che una volta collocata con successo la cartolarizzazione Lending Club rivenderà agli investitori che vi partecipano la sua quota di prestiti. Sicuramente un trend da tenere d’occhio. Come abbiamo scritto più volte, il dibattito tra modello puro marketplace – prevalente nei mercati anglosassoni – e quello ibrido, adottato da alcune piattaforme francesi e anche nostrane, è ancora aperto. I regolatori, ovviamente, avranno l’ultima parola al riguardo.

  1. Un brand nazionale con prestiti erogati ad oltre 2 milioni di clienti

Malgrado le temporanee disavventure dello scorso anno, Lending Club si è ormai chiaramente imposto come un brand riconosciuto nel mondo dei servizi finanziari negli Stati Uniti. La piattaforma ha ora superato i due milioni di clienti dal lato dei prestiti erogati, il che – se fosse una banca – la collocherebbe tra le prime venti sul mercato US.

Le ombre…

  1. I prestatori più esigenti rimangono cauti

Come contraltare al ritorno di fiducia delle banche, gli investitori più esigenti – rappresentati da banche d’investimento, hedge funds e fondi di investimento – rimangono cauti. Nel quarto trimestre hanno rappresentato solo il 13% dei volumi investiti dai prestatori sulla piattaforma, in calo di 5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e circa 10 punti percentuali sotto il contributo che fornivano prima delle dimissioni di Laplanche. Si tratta di investitori più sofisticati che evidentemente nutrono ancora perplessità sulla qualità dei prestiti erogati dalla piattaforma.

  1. Indicazioni caute per il 2017…il “test acido” dei tassi in crescita sarà un’importante banco di prova

Il mercato borsistico ha reagito con cautela all’annuncio dei risultati e alle apsettative del management per l’anno in corso. Il titolo Lending Club ha perso l’8% il giorno dopo i risultati. La capitalizzazione borsistica della piattaforma è tornata sotto i 2.5 miliardi di dollari.

Il “test acido” più importante – per Lending Club ma non solo – è rappresentato dal futuro comportamento dei volumi e della qualità dell’erogato in uno scenario di potenziale continuato – seppur graduale – rialzo dei tassi di interesse. In Gennaio Lending Club ha annunciato una “stretta” nei suoi criteri di erogazione che ha comportato – secondo la società – una riduzione ceteris paribus del 6% delle richieste prestito considerate finanziabili. Ma il mercato si interroga se questo basterà ad evitare deterioramenti della qualità dell’erogato. Lo scenario di tassi al rialzo potrebbe rappresentate per Lending Club un vento contrario più forte che per alcune piattaforme Europee. Dall’inizio della sua storia Lending Club ha erogato una grande maggioranza dei suoi prestiti – alcune stime parlano di oltre il 75% del totale – a debitori che hanno utilizzato i fondi per consolidare le loro posizioni debitorie. Questa tipologia di prestiti cresce molto in scenari di tassi al ribasso mentre si riduce fortemente in scenari opposti. Le piattaforme Europee – più giovani e molto più piccole – sembrano decisamente meno esposte a questo segmento del mercato.


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