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Income Opportunities in Alternative Credit: vi raccontiamo di alcuni importanti trend in atto…

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Scriviamo questo post al ritorno da Londra, dove abbiamo partecipato – come unici Italiani – al seminario “Income Opportunities in Alternative Credit”, promosso dalla società AltFi Data.

Il viaggio a Londra dura solo un’ora e mezza di trasferimento nello spazio ma – per il mondo del P2P – ti proietta sempre qualche anno avanti nel tempo rispetto all’ Italia…

Per questo motivo vogliamo condividere con i nostri lettori alcuni chiari trend che stanno emergendo nel Regno Unito (UK) e che a nostro giudizio incideranno sulla nascente industria del P2P in tutta Europa nei prossimi anni. 

Trend n.1: trasparenza e omogeneità dei dati…

Le quattro maggiori piattaforme UK, Zopa, Funding Circle, RateSetter e Market Invoice, che rappresentano oltre il 75% dei volumi originati dal mercato UK, hanno automatizzato il processo di trasferimento ad AltFi dei dati giornalieri relativi ai loro portafogli, a livello di ogni singolo prestito. Questo permette ora ad AltFi di omogenizzare i metodi di calcolo dei rendimenti - lordi e netti - delle quattro piattaforme, e offrire un confronto OMOGENEO (“pere con pere”) e AFFIDABILE (perché verificato da una fonte specializzata indipendente) sia per il passato che per il futuro a tutti gli investitori. Sulla base di quanto sopra, AltFi ha costruito un indice dei rendimenti per i prestiti originati dalle quattro piattaforme che data dal 2006. Un track record di 10 anni! Per un’introduzione ai dati e servizi di AltFi potete cliccare qui. Mentre potete scaricare i dettagli della metodologia di AltFi cliccando qui.

Sono state le richieste degli investitori per una maggiore trasparenza ed omogeneità dei dati che hanno spinto le quattro grandi piattaforme UK in questa direzione. A margine del seminario abbiamo avuto occasione di parlarne con il management di AltFi, e raccolto l’opinione che questo trend spingerà altri player ad uniformarsi. AltFi aggiungerà a brevissimo i dati di una grande piattaforma operante negli Stati Uniti e quelli di una piattaforma Francese attiva nel lending alle aziende. Il trend è tracciato: per fornire agli investitori - SOPRATTUTTO (ma non solo) professionali e istituzionali - track record di performance affidabili occorre rassicurarli sul metodo di calcolo dei rendimenti e soprattutto permettere loro un confronto tra dati omogenei.

Questo è lo standard nella grande maggioranza delle asset class tradizionali (azioni, fondi, obbligazioni quotate).

…Un trend a cui occorre uniformarsi…

Come P2P Lending Italia siamo totalmente d’accordo e ci sentiamo di suggerire CALDAMENTE a TUTTE le piattaforme Italiane di aprirsi alla certificazione e omogeneizzazione dei ritorni generati dai prestiti che originano.

Il rischio per chi non adotta queste scelte è di rimanere in futuro emarginati da parte del crescente numero di investitori professionali e istituzionali che guardano al settore.

Anche se alcune piattaforme hanno avuto delle performance mediocri – in termini di sofferenze generate – all’inizio della loro esperienza, crediamo che questo NON debba essere motivo per non esporre i risultati. Soprattutto se – come è nostra impressione – i rendimenti per le generazioni di prestiti più recenti sono in netto miglioramento. Tra l’altro il fenomeno di cui sopra NON è solo Italiano, fa parte della “curva di apprendimento” di molte piattaforme anche fuori dall’Italia come abbiamo avuto modo di verificare da diverse presentazioni.

…che può fornire un livello di trasparenza mai realizzato dal credito tradizionale

La rivoluzione Copernicana rappresentata da dati di prestiti certificati esternamente, resi omogenei e comparabili è tanto più importante se confrontata con la sensazione di inaffidabilità e mistero che ancora oggi circonda il modo in cui ogni istituto di credito valuta i propri crediti…

E’ importante sottolineare come la metodologia di AltFi sia centrata sui flussi di cassa EFFETTIVAMENTE generati e non su metodi contabili che spesso poco hanno che fare con i cash flow e risultano astrusi anche agli addetti ai lavori…

Trend n.2: standard documentali sempre più esigenti

Un altro trend evidente - anche questo derivante dalla spinta degli investitori istituzionali - è relativo alla richiesta di standard documentali sempre più dettagliati da parte dei family office internazionali e degli investitori istituzionali. Nel gergo dell’industria si chiama: Due Diligence Documentation.

Abbiamo avuto modo di verificare che diverse piattaforme forniscono ormai ai grandi investitori dettagli informativi sempre più precisi ed estesi, sia per quanto riguarda la struttura operativa e giuridica delle piattaforme che per quello che riguarda i prestiti da esse originate.

Anche in questo caso gli standard delle maggiori piattaforme sono quelli a cui uniformarsi come esigenza minima richiesta da un crescente numero di investitori.

Trend n.3: apertura al mondo dei promotori finanzari
RateSetter, una delle due piattaforme leader nei prestiti agli individui, ha lanciato una soluzione dedicata ai promotori finanziari (IFAs nel Regno Unito): The RateSetter Intermediary Gateway.
È una dashboard online a disposizione dei promotori finanziari per seguire gli investimenti dei loro clienti che investono su RateSetter. I promotori possono caricare ai clienti una fee per il loro servizio di assistenza/consulenza, che può essere rappresentata da una parte degli interessi generati dal portafoglio (con un massimo pari a 1% annuo) o da commissioni caricate al momento dell’investimento iniziale. Tramite la dashboard, il promotore ha accesso ai portafogli dei suoi clienti, al reporting e altra documentazione.

Trend n.4: i “PIR” inglesi includono anche gli investimenti in prestiti P2P

Sempre al seminario di AltFi, Lending Crowd – una piattaforma scozzese – ha annunciato il lancio del suo Lending Crowd IFISA (Innovative Finance Individual Saving Account). Gli IFISA sono una evoluzione degli ISA – gli equivalenti dei nostri PIR (Piani Individuali di Risparmio) – grazie alla quale il legislatore UK ha permesso di includere in futuro anche i prestiti P2P tra gli investimenti che compongono il piano di risparmio.

Come nel caso dei PIR di casa nostra, gli investimenti negli ISA e negli IFISA godono di esenzione fiscale sui rendimenti generati. Il limite per questo anno fiscale è pari a 15,240 sterline annue che saliranno a 20,000 il prossimo anno.

Questo testimonia come il governo e il regolatore UK vedano ormai l’industria del P2P come portatrice di una nuova asset class. In Italia, purtroppo, siamo ancora lontani. Bisognerà portare questi esempi a chi di dovere per sperare in futuro che oltre ai PIR appena approvati ci possano magari essere i “PIRFI” (Piani Individuali di Risparmio in Finanza Innovativa). Diamoci da fare!

Riflessioni

Quando torniamo in Italia dopo questi eventi siamo - onestamente - spesso colti da un po' di depressione, per quanto il nostro sistema è indietro rispetto a UK e anche – questa è l’evidenza crescente e più frustrante altri paesi (come la Francia). A parte questo non bisogna farsi illusioni: le piattaforme Italiane devono continuare a lavorare per migliorare tutti gli standard: informazioni sui ritorni del portafoglio, documentazione, trasparenza.

Infatti, anche in Italia – la crescita futura deve poter contare su nuovi investitori aggiuntivi sempre più esigenti e professionali. Chi non si adegua rimarrà ai margini del fenomeno globale a cui stiamo assistendo.


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