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Intervista a Etienne Boillot, CEO & Co-Founder di Eiffel eCapital

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Abbiamo incontrato Etienne Boillot, CEO e Co-Founder di Eiffel eCapital, per farci raccontare della sua ultima iniziativa nell’asset class dei prestiti P2P e come è cambiato - e sta cambiando - il settore da quando nel 2009 ha incontrato per la prima volta Lending Club e il suo fondatore.

– Etienne, prima di tutto raccontaci della tua esperienza professionale come uno dei gestori leader in Europa nella nuova asset class dei prestiti P2P: come e quando hai iniziato?
EB – Ho iniziato a interessarmi ai prestiti P2P in modo totalmente casuale quando un amico mi presentò Renaud Laplanche, il fondatore di Lending Club, nell’Aprile del 2009. Subito dopo l’incontro aprii un conto personale come prestatore sulla loro piattaforma. A quel tempo gestivo un family office di un importante famiglia di industriali Francesi. Ovviamente, sia il mercato che il concetto erano troppo “giovani” per giustificare un allocazione di capitale del family office, ma da quel momento continuai a seguire lo sviluppo di Lending Club e altri players e nel 2011 decidemmo che c’era abbastanza track record di performance per iniziare ad allocare all’asset class. Siamo stati tra i primi e maggiori investitori nei fondi captive di Lending Club. Da quel momento iniziammo a guardare attentamente ad altre piattaforme, in particolare in Europa, e cominciammo ad operare con Funding Circle nel Regno Unito e Younited in Francia. Finimmo per allocare una porzione importante degli asset liquidi della famiglia nel P2P o digital lending perché le caratteristiche dell’asset class erano attraenti: rendimenti più elevati, generazione di cash flows, diversificazione, mancanza di correlazione con i mercati finanziari tradizionali.

English Version

– Etienne, first of all, tell us about your professional experience as one of Europe’s leading managers in the new asset class of P2P loans: how and when did you originally get involved in this?
EB – I became involved in the P2P asset class completely “by accident” when a friend introduced me to Renaud Laplanche, the founder of Lending Club, in April of 2009.  Immediately after the meeting I opened a personal account and started out as a lender on his platform.  At the time I was managing a single family office for a prominent French industrialist.  Of course, the market and the concept were too young for us to allocate family office capital, but I followed the development of Lending Club and others in the industry and by 2011 we decided that there was sufficient track record to begin to make real commitments to the asset class.  We were among the first and largest investors in Lending Club’s in house “funds”.  We then began to look seriously at other platforms, particularly in Europe, and so became involved with Funding Circle in the UK and Younited in France.  Eventually we moved a significant portion of the family’s liquid assets to P2P or “digital” lending because the characteristics of the asset class were so appealing: higher yields, excellent cash flow, significant diversification, lack of correlation to traded markets.

– Quanto è cambiato il mercato dei prestiti P2P da quando hai iniziato ad operarci? Cosa ti aspetti in futuro per questa nuova industria?
EB – Il mercato è cambiato moltissimo, almeno nei paesi in cui è piu sviluppato (USA e Regno Unito). Prima di tutto, è cresciuto enormemente (nel 2016 stimiamo che i nuovi prestiti erogati negli Stati Uniti saranno superiori ai 20 miliardi di dollari mentre sorpasseranno i 3 miliardi di sterline nel Regno Unito). In secondo luogo, c’è stata una “esplosione” del numero di piattaforme in tutti i segmenti dei prestiti (persone, PMI, immobiliare, factoring, etc.).  Inoltre, la natura dei prestatori e il modo in cui investono è cambiata: 8 anni fa gli unici prestatori erano individui (come me) e family office con approccio pionieristico. Poi, nel 2012-2013 alcuni gestori di hedge funds hanno scoperto il mercato e hanno iniziato a offrire nuovi fondi a gestione attiva che generano sovraperformance (“alpha”) attraverso la selezione degli impieghi o l’uso della leva finanziaria (che, come sappiamo, non è vero alpha). Nel 2014 le banche commerciali negli Stati Uniti hanno iniziato ad acquistare prestiti da Lending Club, il che ha sottlineato la qualità dei processi di erogazione. Nel 2015 abbiamo assistito alle prime cartolarizzazioni di portafogli (e da allora ci sono state circa 50 operazioni di questo tipo negli Stati Uniti e 2 nel Regno Unito). Sempre nel 2015 sono arrivati i fondi specializzati in P2P quotati alla Borsa di Londra (ce ne sono 4 al momento) e nel 2016 abbiamo assistito al lancio dei fondi “quasi quotati” negli Stati Uniti (i cosiddetti “fondi intervallo” che operano sotto la supervisione della SEC). Oggi i principali investitori nei prestiti P2P sono banche, assicurazioni, investitori istituzionali.

English Version

– How much has the market for P2Ploans changed since you first started to get involved? What do you expect for the future of this emerging industry?
EB – The market has changed dramatically, at least in the more developed geographies (US and UK).  First, it has grown dramatically (in 2016 we estimate US originations will exceed $20 Billion and UK originations will exceed GBP 3 Billion).  Second, there has been an “explosion” of platforms in all forms of lending (consumer, small business, real estate, factoring, etc.).  Third, the nature of the lenders and how they access the market has changed:  8 years ago the only lenders were retail customers (like me) and adventurous family offices.  Then, in 2012-13 clever hedge fund managers discovered the market and started offering “actively managed funds” which generated “alpha” either by loan selection or by adding leverage (which, as we know, is not true alpha).  In 2014 commercial banks in the US started purchasing loans from Lending Club, which underlined the quality of the underwriting. Then in 2015 we saw the first securitizations of portfolios of loans that had been assembled by some of these funds (and by now there have been over 50 such transactions in the US and 2 in the UK).  And also in 2015 came the listed funds on the UK stock exchange (there are 4 today) and in 2016 we saw the launch of quasi-listed funds in the US (so called “interval funds” which operate under SEC supervision).  Today, the largest investors in these loans are banks, insurance companies and institutional investors. 

– Come gestore di successo in questa nuova asset class hai raccolto somme significative dagli investitori. Ci puoi raccontare del tuo recente fondo da 100 milioni di euro dedicato all’ Eurozona?
EB – Abbiamo iniziato a gestire fondi come family office ma dopo un certo numero di anni e dopo aver stabilito un track record di performance e una profonda esperienza nel settore siamo stati contattati da alcuni grandi investitori istituzionali interessati a capire come partecipare. A inizio 2016 abbiamo creato un consorzio di grandi compagnie di assicurazione Francesi, guidati da Aviva e AGRR, che ha allocato 100 milioni di euro per un fondo di durata 10 anni che investirà in prestiti P2P in Europa con focus specifico sulle piccole e medie imprese (PMI). Siamo onorati di avere questi partners a stiamo lavorando sodo per poter generare dei ritorni soddisfacenti ma anche per aiutare il tessuto dell’economia Europea, che consiste nei micro business. Come sappiamo, in molti mercati le banche hanno interrotto o ridotto I prestiti alle PMI, da qui l’opportunità.

English Version

– As a successful fund manager in this new asset class you have raised significant money from investors. Can you tell us a bit more about your recent 100mn euros Eurozone fund?
EB – We began managing funds as a family office but after several years and establishing a track record and deep sector experience we were approached by larger institutional investors who were looking for a way to participate in the sector.  Finally, during early 2016, we put together a consortium of major French insurance companies led by Aviva and AGRR who committed EUR 100mm for a 10 year fund to invest in this market in Europe with a focus on lending to SMEs.  We are honoured to have these partners and are working hard to ensure that we’ll be able to deliver a satisfactory return but also help the basic fabric of the European economy which consists of very small businesses.  As we all know, in many markets banks have stopped or reduced lending to small businesses hence the opportunity.

– Fuori dal Regno Unito ci sono pochissime piattaforme Europee con un track record sufficientemente lungo che generano in continuità volumi adeguati per grandi investitori come I vostri fondi: come gestite questa situazione? In che modo e quando vi aspettate che questa situazione possa migliorare?
EB – Giusto, ma intanto un numero ridotto di piattaforme Europee hanno un track record di almeno 3 anni e abbiamo iniziato a lavorare con quelle. Molte altre stanno per giungere allo stesso stadio e le seguiamo con attenzione. Per quelle con meno track record allocheremo ogni tanto degli ammontari di capitale ridotti se pensiamo che il management e il processo di erogazione siano solidi. Inoltre, ci sono strutture che possono essere considerate “più sicure” dove la piattaforma mantiene una quota dei prestiti che origina, il che ci aiuta a sentirci più tranquilli dal lato dei rischi che ci assumiamo.

English Version

– Outside of the UK there are very few European platforms with a decently long track record and generating enough consistent volumes of loans for large investors like your funds: how do you cope with this? How and when do you expect this to change?
EB – That is correct but a small number of European platforms do have a 3 year + track record and we have begun to work with those.  Several others are getting close and we are monitoring them closely.  For the ones with less of a track record we will occasionally allocate smaller amounts of capital if we feel the management and underwriting are very solid.  In addition, there are structures which can be considered “safer” where the platform retains a first loss tranche which helps us get more comfortable with the risk we are taking.

– Cosa cercate in una piattaforma perché diventi un “originatore di prestiti investibili” per i vostri fondi?
EB – Normalmente ci mettiamo dai 3 ai 6 mesi per sentirci sicuri di ogni aspetto del business e per riuscire a capire in che modo possiamo lavorare insieme. Conduciamo una due diligence approfondita che include aspetti quantitativi e qualitativi. Ma siamo anche molto focalizzati nel capire se la piattaforma ha un piano credibile per arrivare a generare utili perché vogliamo assicurarci di entrare in partnership con quelle che diventeranno leader nei loro rispettivi mercati…

English Version

– What do you look for in a platform for it to become an “investable originator” for your funds?
EB – Typically it will take us 3-6 months to get comfortable with all aspects of a Platform’s business as an originator and to figure out how we can work together.  We conduct an in depth due diligence process that includes quantitative and qualitative aspects.  Of course we pay particular attention to the track record and the underwriting process.  But we are also very focused on whether the platform has a viable plan to profitability because we want to be sure that we partner with the platforms that will become the leaders in their markets…..

– Guardando ai diversi settori: vedete migliori opportunità di investimento nel segmenti dei prestiti alle persone o in quello dei prestiti alle imprese? E in quali aree in particolare?
EB – In generale abbiamo riscontrato che i prestiti alle PMI offrono rendimenti più alti rispetto ai prestiti alle persone. Questo vale sia nel Regno Unito (UK) che in Europa e naturalmente anche negli Stati Uniti. Pensiamo che ciò sia dovuto al fatto che le banche hanno drasticamente ridotto i prestiti alle PMI (a causa delle pressioni regolatorie) mentre nei prestiti al consumo ci sono ancora un certo numero di canali di credito disponibili. In molti paesi I prestiti alle PMI si accompagnano ad una garanzia personale del proprietario o del CdA…di fatto possiamo pensare a un prestito ad una PMI come un prestito personale con l’aggiunta di una garanzia sul business. Tuttavia, normalmente è più difficile erogare con successo prestiti alle PMI…e questi possono subire tassi di sofferenze più elevati durante una recessione.

English Version

– Sector wise: do you see better opportunities for investment in the personal loans segment or in the corporate loans one? And in which areas in particular ?
EB – In general we have found that small business lending tends to offer higher net yields than personal loans.   This seems to be true in the UK and in Europe and of course in the US.  We think it is because the banks have really reduced their lending to small businesses (due to regulatory pressures) while there are still a number of sources available for consumer credit.  In many countries small business loans come with a personal guaranty from the owner or board of directors…so you can think of a small business loan as a consumer loan with a business asset in addition.  However, it is generally more difficult to underwrite small business loans successfully…and they may be subject to higher write-offs in a recessionary environment.

– Geograficamente: quali paesi considerate i più interessanti per investire?
EB – Al momento penso che il mercato US sia il più interessante. Ha il track record più lungo, le maggiori opportunità per investire capitali significativi, è il più trasparente e i rendimenti sono certamente i più alti (con l’eccezione di alcuni mercati minori come la Nuova Zelanda). Ovviamente ha anche un quadro giuridico certo. Dopo un 2016 difficile penso che le piattaforme che sopravviveranno saranno passate attraverso un controllo intenso e per questo motivo saranno più forti di prima. Inoltre, i tassi sui prestiti sono in crescita negli Stati Uniti mentre in Europa sono mediamente calati.

English Version

- Geographically: which countries do you consider as most interesting for investing?
EB – Currently I think the US is the most interesting market.  It has the longest track record, has the greatest opportunities for deploying significant capital, it is the most transparent and the yields are definitely the highest (except for very small markets like New Zealand).  Of course it has a proven legal framework.  After a difficult 2016 I would argue that the platforms that will survive will have gone through intense scrutiny and will therefore be even stronger than before.  And, what is more, rates in the US have been rising while rates in Europe have generally been falling.

– Che tipo di fondi gestite? Sono accessibili solo agli investitori istituzionali o anche ai privati? Come possono parteciparvi gli investitori persone fisiche?
EB – Gestiamo una gamma di SICAV (société d'investissement à capital variable) e altri fondi che investono in diverse strategie: Global Europe, US, UK. I nostri investitori sono per la gran parte istituzioni (fondi pensione, grandi family office, compagnie assicurative). Alcuni dei nostri fondi sono di tipo “aperto”, altri di tipo “chiuso”. La maggior parte degli investitori persone fisiche dovrebbero guardare alle offerte nei loro mercati locali perché accettiamo raramente investimenti sotto i 2 milioni di euro.

English Version

– Which funds do you currently manage? Are they open only to institutional investors or also to private individuals? How can private individuals get involved?
EB – We manage a range of SICAVs and other funds that invest across a range of strategies:  Global, Europe, US, UK.  Our investors are mostly institutional (pension funds and large family office and insurance companies).  Some of our vehicles are open and some are closed.  Most private individuals should look at the local market offerings as we rarely accept subscriptions below Eur 2mn.

– Rendimenti: cosa si devono aspettare i vostri investitori? Su quale orizzonte temporale e con che tipo di volatilità?
EB – Dipende chiaramente dal tipo di strategia, l’allocazione geografica e la natura “aperta” o “chiusa” dei fondi. Ma in generale, puntiamo a generare ritorni in euro nella fascia media della “cifra singola” (NB: tra il 5% e il 6%) senza uso della leva e neutralizzando il rischio cambio. Il mio consiglio agli investitori è di avere un orizzonte temporale di almeno 3 anni.

English Version

– Returns: what should investors in your funds expect? Over which time horizon and with what kind of volatility?
EB – This really depends on the strategy, the geography and the open or closed nature of the vehicles.  But in general, we target mid-single digit un-levered returns delivered fully hedged into Euros.  My advice to investors is to be prepared to be invested for at least 3 years.

– Che opinione avete sui Fondi a “capitale permanente” quotati alla Borsa di Londra (Funding Circle SME Income Fund, P2P Global Investments, etc.)? State pensando anche voi al lancio di prodotti simili o siete più focalizzati sui fondi “aperti”?
EB – Pensiamo che i fondi quotati a capitale permanente possano fornire un facile accesso all’asset class per gli investitori retail. Inoltre, siccome i loro titoli sono scambiati giornalmente, questi fondi offrono la liquidabilità generalmente non disponibile quando si investe direttamente nei prestiti (o quando si investe nei nostri fondi). Tuttavia, la liquidabilità non coincide necessariamente con la certezza e la stabilità del prezzo. Gli investitori devono fare attenzione ai volumi di scambio giornaliero e all’evoluzione dello sconto rispetto al NAV per azione di questi veicoli prima di acquistarli. 

[Nei mesi passati abbiamo scritto anche noi sul tema in questione: qui e qui trovate i nostri articoli!]

English Version

– What is your opinion on the UK listed “Permanent” capital vehicles (Funding Circle SME Income Fund, P2P Global Investments, etc.)? Is your firm considering similar set ups or are you more focused on “Open” fund structures?
EB – We think the permanent capital listed vehicles can provide a very easy way to access the asset class for the retail investor.  In addition, because they are daily traded, these funds offer liquidity that is generally not available when investing in the underlying loans (or when investing in our funds for instance).  However, liquidity does not equal price certainty/stability.  Investors should look at daily traded volumes as well as the history of discounts to NAV that many of these listed vehicles have experienced before purchasing.

– Quali sono i principali problemi che questa industria ancora immatura deve risolvere per diventare veramente un’asset class consolidata e diffusa?
EB – Ci sono numerosi ostacoli da superare, per esempio: volumi (NB: sufficientemente elevati); certezza regolatoria (al momento esiste in UK); attraversare un ciclo del credito così che si possa osservare se la qualità del processo di selezione prestiti è davvero solida; liquidabilità attraverso la creazione di un mercato secondario (per questo ci vorrà molto tempo). Tuttavia, i trend sottostanti sono solidi (l’aumento della pressione regolatoria sulle banche significa che sono chiaramente sempre meno in grado di prestare piccoli ammontari in modo redditizio).

English Version

– What are the main issues that this immature industry still has to solve in order to truly become a new “mainstream asset class”?
EB – There a numerous hurdles here:  volumes for example; regulatory certainty (this now exists in the UK); traversing a credit cycle so that one can see whether the quality of the underwriting is really solid; liquidity through a secondary market (this will take a lot of time).  However, the underlying trends are strong (increased pressure on banks means that they are just less and less able to lend small amounts profitably).

Grazie Etienne!


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