Accedi Registrati

Login

Email
Password
Ricordami
  • Home
  • Prestatore
  • Anche per la Bundesbank il prestito P2P può essere più veloce e facile

Anche per la Bundesbank il prestito P2P può essere più veloce e facile

Facebook Twitter Linkedin Email Stampa

“L’Information Technology ha consentito a nuovi entranti di servire un segmento del credito al consumo precedentemente negletto. Questa fetta del mercato è caratterizzata da consumatori ad alto rischio e linee di credito di importo modesto” ...di cosa e di chi parliamo?

L’argomento – questo è facile indovinarlo – è il P2P Lending. Meno facile indovinare l’autore del testo: si tratta della Deutsche Bundesbank – la mitica “Buba” – che in un recente Discussion Paper a firma di tre suoi ricercatori (il testo integrale in lingua inglese è disponibile qui) si è posta il seguente quesito: come si inserisce il P2P nel contesto del credito al consumo in Germania (“How does P2P Lending fit into the consumer credit market?”).

Il testo sopra riportato è la nostra traduzione di un paragrafo del capitolo “Conclusioni” del paper. Ma la parte più interessante e – per alcuni versi – sorprendente è negli ultimi due paragrafi che abbiamo tradotto e commentato di seguito.

Non è solo questione di rischio, anche in Germania le banche semplicemente NON vogliono fornire credito ad alcuni segmenti del mercato…

Perché, si chiede la Buba, le banche non prestano ai clienti serviti dalle piattaforme di P2P?

La risposta della leggendaria istituzione è che NON si tratta di una questione di rischio: “Se il credito fosse come qualsiasi altro bene, ci si potrebbe aspettare che se il prezzo aumenta per compensare il rischio ci saranno degli attori economici (NB: banche) desiderosi di prestare denaro” ...

La realtà che la Buba osserva è molto più semplice e tranciante: “Anche le banche con un chiaro mandato statutario ad accettare tutti i tipi di clienti non vogliono erogare credito a questa fetta di mercato”.

… Per tanti motivi che difficilmente scompariranno

L’ultimo paragrafo snocciola con logica teutonica quelle che i ricercatori ritengono essere le ragioni dietro a questo comportamento da parte delle banche:

“Primo, le banche con alti tassi di sofferenze possono incorrere in rischi reputazionali, che potrebbero impattare negativamente altre aree di business più profittevoli. Secondo, le sofferenze elevate costringono le banche ad aumentare i loro accantonamenti e con questo comportano maggiori fabbisogni di capitale. Terzo, i costi marginali di un prestito aggiuntivo erogato da banche con sportelli fisici sono certamente più alti se confrontati con quelli relativi all’erogazione di prestiti mediante internet. Pertanto, le banche potrebbero rifiutarsi di erogare prestiti per i quali il loro margine è inferiore ai loro costi, mentre gli stessi prestiti possono risultare profittevoli per l’intermediazione finanziaria tramite P2P. Quarto, le procedure di erogazione delle banche sono assai complesse e intense come produzione documentale. Il prestito P2P è più veloce e facile”.

Sono conclusioni incoraggianti per il P2P e decisamente scoraggianti per il modello di banca tradizionale... A dir la verità non sono ragioni che suoneranno come nuove ai nostri lettori, MA - senza dubbio - vederlo scritto in un paper della Bundesbank fa una certa impressione.

Il Cantillon effect è ormai evidente anche in Germania…

Perfino in Germania, dove i tassi dei titoli di stato sono negativi e numerose grandi aziende hanno la fortuna di emettere attualmente strumenti di debito a costo 0, alcune categorie di richiedenti prestito sono esclusi dalla possibilità di ottenere credito dalle banche. Il problema sembra essere – almeno in buona parte – legato NON tanto alla maggiore rischiosità di questi prenditori ma al modello di banca tradizionale, non più in grado di trasmettere il credito (e redistribuire gli enormi sussidi che riceve dalla BCE) a tutta l’economia. Il Cantillon Effect (si veda il nostro post sull’argomento qui) è ormai evidente anche in Germania.


ARCHIVIO

Tutti gli articoli




Area utenti