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Soisy rende disponibili i prestiti tra privati tramite API

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Soisy ha annunciato i primi prestiti tra privati in Italia tramite API. Come si legge dal comunicato stampa, “Soisy ha reso disponibili i suoi prestiti tra privati tramite API RESTful per gli e-commerce che vogliano diventare partner. Grazie a questa interfaccia i partner potranno integrare con facilità il processo di richiesta di un prestito sul loro sito tramite la tecnologia web più recente”.

Questo significa che non solo non si dovrà più andare in banca per fare una richiesta di prestito, ma non sarà nemmeno necessario andare su una piattaforma di p2p: sarà possibile richiedere un prestito tra privati direttamente da un sito e-commerce partner di Soisy.

Attraverso gli e-commerce partner, Soisy ambisce così a trovare un ulteriore canale di differenziazione e acquisizione dei clienti.

Ma chiediamolo meglio ai diretti interessati: abbiamo contattato Pietro, CEO e Founder della piattaforma (qui una precedente intervista), per chiedergli qualche info e dettaglio in più sul progetto Soisy di integrazione con e-commerce.

A lui la parola!

- Avete annunciato i prestiti tra privati tramite API, ma prima di entrare nel dettaglio del progetto facciamo un passettino indietro per... la nonna: come le spiegheresti cos'è un API?

Un API è un modo molto semplice per “far parlare” due software tra loro. In questo caso le nostre API permettono ai siti e-commerce che vorranno diventare nostri partner di dialogare facilmente con la nostra piattaforma di prestiti tra privati.

In questo modo l’e-commerce può offrire un pagamento rateale per i suoi beni/servizi, i quali vengono finanziati sulla nostra piattaforma dai nostri investitori privati.

- E perché i prestiti via API? Da cosa è nata questa esigenza?

L’esigenza è nata chiacchierando con alcuni e-commerce sulle soluzioni più adatte per i loro sistemi di pagamento. In Soisy gli iscritti, sia richiedenti che investitori, possono scambiarsi denaro a costo zero e stavamo dunque ragionando sulle evoluzioni nel mondo dei pagamenti e dello scambio di denaro. Ecco: chiacchierando, ci siamo resi conto che nel mondo degli operatori e-commerce non c’era una vera offerta di pagamenti rateali tecnologicamente avanzata, nessuno aveva mai offerto il prestito via API. E così abbiamo pensato di introdurlo noi, non il semplice prestito, ma appunto il prestito tra privati.

Si tratta di una modalità molto semplice e veloce per permettere agli e-commerce di integrare con facilità il pagamento a rate sul loro sito. I clienti finali, invece, potranno pagare un bene o servizio a rate, vuoi per diluire un unico pagamento e farlo pesare meno sul conto in banca, vuoi per acquistare un bene/servizio prime o di fascia superiore cui magari si era rinunciato e che così diventa fattibile. Il prestito ovviamente verrà finanziato dagli investitori della nostra piattaforma.

Infine, in questo modo, riteniamo di portare sulla piattaforma una popolazione di richiedenti meno “rischiosa” per i nostri investitori: conosciamo in anticipo l’esigenza che porta un richiedente su un certo e-commerce a chiedere un prestito. E, oltretutto, una persona consapevole di dove stia spendendo i propri soldi ha sicuramente la possibilità di ottenere un rating migliore dal nostro motore di rischio.

- Se ho capito bene il prestito viene sempre richiesto sul sito dell'e-commerce? Oppure che altri tipi di integrazioni sono possibili?

Il punto di partenza è sempre il carrello dell’e-commerce, ma poi ci sono effettivamente diverse possibilità di integrazione. Quella più completa e più impegnativa prevede di integrare l’intera richiesta di prestito sul sito dell’e-commerce, che quindi il cliente non abbandona in nessun momento.

Dall’altro lato dello spettro, si può integrare una sola API e con la quale l’utente viene reindirizzato dall’e-commerce al nostro sito, dove troverà precompilati tutti i dati già inseriti sul sito dell’e-commerce partner. Si tratta di una soluzione che ha tempi di sviluppo inferiori e che permette all’e-commerce di offrire una buona esperienza utente per testare il modello e se vuole passare in un secondo momento a un’integrazione più forte. Infine, ci sono anche possibilità intermedie che stiamo discutendo con alcuni e-commerce.

- Come cambia quindi l'esperienza degli utenti nelle piattaforme e-commerce che decideranno di integrare la o le vostre API?

L’utente, oltre alle modalità di pagamento classiche (Paypal, Mastercard, carta prepagata, ...), potrà selezionare un tasto “Paga a rate” e andare avanti con semplicità fino alla richiesta del prestito.In questo modo si eviterà il doppio data entry dei suoi dati personali e potrà concludere una richiesta di prestito in pochi minuti in maniera semplice, veloce e 100% online.

- Che vantaggio ha l’utente finale nel fare una richiesta di prestito su un sito e-commerce rispetto al farla sul vostro sito, dove potrebbe ottenere i soldi e poi pagare il bene/servizio su e-commerce?

Innanzitutto ha un vantaggio economico: il prestito gli costa meno perché sapendo con certezza dove vanno a finire i soldi richiesti, il rischio è inferiore. E poi ha un indubbio vantaggio pratico: in questo modo anziché inserire i suoi dati e riferimenti sia sul sito e-commerce che sul nostro, si evita il doppio inserimento dei dati, con un risparmio di tempo notevole.

Quello che non cambia invece è il livello di trasparenza, che è lo stesso per tutti i clienti. Per esempio siamo stati i primi in Italia a non applicare né i costi di incasso rata né quelli di estinzione anticipata del prestito. Sono spese antipatiche perché poco evidenti, il cliente le “mette a fuoco” solo quando paga le rate e non fanno neanche parte del TAEG. Eppure vediamo che quasi tutti i nostri competitor, anche nel social lending, ancora le applicano.

- Ma i vostri prestiti tra privati tramite API sono integrabili ovunque? Su qualunque piattaforma sviluppata in qualsiasi codice?

Assolutamente si, nessun limite e integrabili su qualsiasi piattaforma.Addirittura stiamo pensando di introdurre, per le piattaforme più utilizzate come Magento, un modulo che permetta un’integrazione ancora più semplice.

- Quali sono gli e-commerce che hanno risposto per primi e con entusiasmo alla vostra proposta?

Si tratta di settori abbastanza eterogenei e lontani tra loro: ti direi in primis e più entusiasti di tutti sicuramente il mondo delle assicurazioni online e gli e-commerce del settore arredamento.All’interno di questi settori e anche degli altri, inoltre, ti potrei aggiungere che i più responsivi e sensibili al tema sono in generale gli e-commerce più innovativi e avanguardisti... Ci piace pensare che l’innovazione piaccia agli innovatori.

- Le API offrono la possibilità di aggirare alcuni protocolli di sicurezza? Sono forse un punto debole per tentativi di frodi o truffe?

No, e anzi: direi che è esattamente il contrario. L’integrazione tramite API offre livelli di sicurezza elevati.In primis perché usiamo standard di tecnologia e sicurezza all’avanguardia e poi perché il pagamento rateale subisce più controlli e per questo motivo è meno vittima di frodi rispetto al pagamento istantaneo (come quello con carta), dove la truffa è più facile.

- Parlando di API viene naturale pensare alla nuova PSD2, qual è la tua opinione sui suoi effetti?

Allora, un po’ me l’aspettavo questa domanda perché ormai tutti parlano di PSD2, quindi facciamo innanzitutto una premessa: il rilascio delle nostre API non è un’esigenza di compliance, lo facciamo per massimizzare il valore per i nostri clienti.Ciò detto, sono un grande supporter di questa normativa per cui le banche e gli istituti di credito e finanziari permetteranno ai propri clienti di trasferire facilmente i propri dati ad altri operatori tramite API. Sono così entusiasta innanzitutto perché mi sembra giusto che sia il cliente a decidere cosa fare dei propri dati e non la sua banca. E poi perché penso che sarà una rivoluzione, anzi la Rivoluzione con la erre maiuscola per i servizi finanziari, e darà un contributo fondamentale per aprire un mercato “blindato” e che vive ancora di posizioni competitive acquisite.

Uno dei vantaggi competitivi di banche e finanziarie oggi rispetto alle fintech come Soisy è appunto che hanno già un gran numero di clienti e i loro dati e questo permette loro di rimanere sul mercato anche senza la capacità di innovare i loro servizi seguendo i bisogni dei clienti.

Facciamo un esempio concreto di cosa cambierà: dal 2018 un nuovo potenziale cliente Soisy che oggi impiega 5 minuti a richiedere un prestito potrà metterci 30 secondi, dando a Soisy l’autorizzazione ad accedere ai dati della sua banca senza doverli inserire lui a mano. Ed è solo il primo esempio che mi è venuto in mente: questo potrebbe essere un Big Bang dei servizi finanziari europei con conseguenze ancora difficili da prevedere.

Ringraziamo Pietro per il suo tempo e per la disponibilità e vi ricordiamo che se siete un e-commerce (ma anche un negozio offlline o un libero professionista) e volete diventare partner Soisy il processo è molto semplice: basta andare sulla pagina Soisy per diventare partner e fare la richiesta di adesione, completamente gratuita. 


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