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iBondis si racconta

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Questa volta è il turno di iBondis!
La prima piattaforma a ricevere una licenza che permette di erogare crediti alle PMI in più paesi europei e di convogliare capitali di investitori residenti in altrettanti paesi...

NB:iBondis ora si chiama PrestaCap

- Raccontateci di voi: da dove nasce l’idea di iBondis?

Il progetto iBondis nasce con l’idea di chiudere il gap lasciato dalle banche Europee dopo la crisi del 2007-2008. Le piccole e medie imprese in modo particolare sono state lasciate indietro, con scarso accesso al credito. Questo ha contribuito a peggiorare uno scenario macro arido e inadatto a finanziare l’economia reale.
Dopo aver esaminato il mercato del credito da diversi angoli come quello dei mobile payments o quello dell’asset management, abbiamo deciso di unire le nostre forze per creare un prodotto che si propone come la vera alternatva alle banche tradizionali.
Siamo in grado di erogare crediti in soli 3 giorni, offrendo un prodotto competitivo. Oggi iBondis è diventata una realtà. Con un team in continua crescita, vogliamo espanderci geograficamente e mediante nuovi prodotti per le PMI.

- Quando siete partiti e quali sono state le tappe più importanti della vostra storia?

La prima tappa importante è stata sicuramente la licenza operativa alla quale abbiamo lavorato per soddisfare a pieno le richieste del nostro regolatore. Siamo stati tra i primi a ricevere una licenza che permette di erogare crediti in più paesi europei e di convogliare capitali di investitori residenti in altrettanti paesi.
La seconda tappa è stata il primo round di investimento che ci ha permesso non solo di crescere in modo esponenziale ma anche di ricevere un importante stamp of approval, in quanto al round ha partecipato anche un fondo di Venture Capital che ha “convalidato” i nostri sforzi.
La terza tappa è stata il primo credito erogato. Questo ci ha permesso di confermare il funzionamento del processo di erogazione stesso, di migliorarlo per favorire economie di scala e di crescere più rapidamente.

- Nel vostro sito promettete alle PMI la possibilità di ottenere un finanziamento in soli 3 giorni. Ci spiegate meglio che tipo di impresa richiede attualmente un prestito attraverso la vostra piattaforma?

Riceviamo richieste da ogni genere di imprese, appartenenti a diversi settori industriali. Anche le dimensioni delle aziende che si rivolgono a noi variano sostanzialmente. Il nostro obiettivo è quello di accumulare, classificare e standardizzare ogni tipo di situazione, tenendo conto del tipo di cliente che si propone sulla nostra piattaforma.

- Quali sono le variabili principali per capire il merito di credito di una PMI? In altre parole: quali sono i pilastri del vostro processo di valutazione?

Gli strumenti che si posso utilizzare per l’analisi di un cliente, italiano o tedesco, posso essere classificati in due tipologie: quelli quantitativi (analisi finanziaria) e quelli qualitativi che misurano aspetti più peculiari ma fondamentali quando si parla di PMI, come il comportamento e la costanza dei rimborsi nel passato.

- Riassumendo: cosa trova di diverso un’azienda che si rivolge a voi rispetto a quello che gli offre il canale bancario (tempistiche di erogazione, costo, altro)?

I vantaggi sono diversi ma se vogliamo delineare i più importanti:

  • l’efficienza del servizio che si misura con la velocità dei nostri sforzi (l’erogazione avviene in 3 giorni e la risposta positiva o negativa avviene in poche ore);
  • la flessibilità nei nostri termini (sia la durata del prestito che l’ammontare desiderato sono proposti dai nostri clienti);
  • infine la trasparenza sui costi (siamo in grado di commissionare una sola spesa istruttoria).

- Il termine “Trasparenza” è diventato il mantra della nostra nuova industria: cosa vuol dire secondo voi essere trasparenti per un operatore del P2P Lending?

La trasparenza dovrebbe coprire tutti gli aspetti del P2P Lending. Dall’interazione con i propri clienti alla comunicazione dei costi e del servizio stesso. Il nostro obiettivo è offire un servizio che venga compreso e condiviso in maniera semplice da tutte le imprese finanziabili.

- A quale categoria di investitori si rivolge iBondis? Chi è il vostro “prestatore tipo”?

iBondis si rivolge prettamente ad investitori istituzionali. Il motivo di questa scelta è di poter accedere in modo più efficace ai capitali necessari per l’erogazione e allo stesso tempo di potersi interfacciare con un pubblico più preparato in termini di allocazione del capitale.

- Come riuscite a strutturare il vostro business in modo da non essere soggetti a costi proibitivi in termini di controparti e servicers esterni?

Il nostro modello è strutturato in modo da risultare integrato verticalmente. Questo ci permette di accedere a tutta la catena dei processi. Sebbene questo modello richieda uno sforzo più “eclettico” per arrivare a gestire tutte le fasi di un’intermediazione alternativa del credito, il risultato genera diversi benefici in termini di costi e ci permette di avere margini migliori.

- Qual è il profilo commissionale della vostra piattaforma per chi chiede un prestito?

La nostra commissione istruttoria va dall’1% al 4%.

- Pensate di aprire in altri mercati nei prossimi mesi?

Al momento stiamo analizzando il mercato delle PMI di due altri paesi europei e ci stiamo concentrando nel set-up e nell’organizzazione di diverse partnership strategiche che ci daranno modo di entrare in questi mercati in maniera più aggressiva.

Grazie!


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