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Marcello Scalmati ci racconta CashMe

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CashMe “vuole mettere in comunicazione due canali che tradizionalmente non hanno punti di contatto: il mondo della finanza e dei fondi di investimento, con quello delle piccole e medie imprese”.

Abbiamo incontrato Marcello Scalmati, CEO e Co-Founder, per farci raccontare CashMe!

- Come è nata CashMe? Quale obiettivo si pone? Quali sono state le tappe più importanti della sua storia finora?

MS: CashMe nasce dalla commistione di molteplici esperienze che ho vissuto nella mia vita professionale e privata, grazie alle quali ho potuto apprezzare due mondi che dovrebbero parlare la stessa lingua, ma che oggi purtroppo si trovano agli antipodi: quello dell’economia reale e delle PMI (“Piccole e Medie Imprese”) da una parte e il mondo della finanza dall’altra.

CashMe nasce proprio dall’esigenza di trovare un canale di comunicazione diretto tra questi due mondi. Una platea di PMI da un lato, le cui esigenze di liquidità non sono attualmente soddisfatte pienamente ed efficacemente dalle soluzioni esistenti, ed un ecosistema di fondi d’investimento dall’altro, oggi sommersi di liquidità che non sanno più come allocare in uno scenario di tassi bassi e mercati azionari volatili oltre che imprevedibili.

CashMe è una innovativa piattaforma online concepita come strumento al servizio di piccole e medie imprese per monetizzare immediatamente le proprie fatture non ricorrendo al sistema bancario. Attraverso la piattaforma infatti una PMI può cedere i propri crediti commerciali pendenti ad investitori disposti ad acquistarli attraverso un processo di asta competitiva elettronica. Il tutto avviene online, in maniera molto semplice, flessibile, veloce ed intuitiva.

La società è stata fondata nel luglio del 2015 e alla fine del medesimo anno abbiamo chiuso un primo seed di 350 mila euro con il Gruppo Axist, partner operativo oltre che finanziario, i cui esponenti sono impegnati in prima linea sul progetto. La prima parte dell’anno 2016 ci ha visti impegnati nel setting-up di tutte le operations, nella definizione dei migliori partner operativi e nel testing del modello di business con diverse transazioni pilota.

Nell’ultimo trimestre del 2016 inizierà invece la vera fase operativa, anche se la piattaforma verrà mantenuta in private version per ancora alcuni mesi.

A partire dalla fine del 2016 inoltre inizieremo a lavorare ad un nuovo round di financing, che pensiamo di chiudere entro i primi mesi del prossimo anno.

- La cessione dei crediti commerciali: ci spieghi come funziona e dai chi è storicamente presidiato il mercato in cui operate?

MS: La cessione del credito è un istituto regolato dagli art.li 1260 e seguenti del codice civile. Tale istituto consente ad un soggetto giuridico, il cedente (una PMI nel nostro caso), di vendere a titolo oneroso un credito che egli vanta nei confronti di un soggetto terzo, chiamato debitore ceduto. Nel rapporto creditizio il terzo acquirente, o cessionario, diventa quindi pieno titolare del credito nei confronti del debitore ceduto.

Il mercato in cui operiamo, quello dei finanziamenti per la gestione del capitale circolante, è storicamente presidiato da soggetti finanziari quali Istituti di Credito ed Intermediari Finanziari, tra cui i classici Factor.

Il mercato italiano dei crediti commerciali B2B è uno dei più grandi d’Europa, anche per effetto dei tempi medi di pagamento molto elevati: si stima che il valore totale dei crediti B2B outstanding (i.e. ancora da saldare) sia pari ad oltre 430 miliardi di euro, di cui meno del 30% presidiato dai player tradizionali (factoring, anticipo fatture e sconto salvo buon fine).

- Come si differenzia la vostra offerta rispetto ai players tradizionali? In altre parole: cosa trova di diverso un’azienda che si rivolge a voi (tempistiche di approvazione credito, costo del finanziamento, altro…)?

MS: Sono molti gli elementi che ci distinguono rispetto ai classici sistemi di finanziamento del capitale circolante:

  • Trasparenza: il costo per la cessione del credito è chiaro fin da subito e non esistono commissioni nascoste (di servizio, di gestione, di presentazione etc) o penali aggiuntive (di massimo scoperto - vietata per legge e poi ricomparsa con altro nome -, di sconfino, etc). L’unico costo è rappresentato dallo sconto richiesto dall’investitore, unitamente alla fee che noi richiediamo per il servizio; entrambi i dati sono chiari fin da subito;
  • Velocità e Flessibilità: è possibile scontare anche singole fatture, non esistono limiti contrattuali che vincolano nel lungo periodo e non è necessario cedere interi rapporti commerciali. Il costo è strettamente legato alla conclusione dell’operazione. La registrazione richiede pochi minuti ed entro 24h è già possibile iniziare a vendere i propri crediti pendenti;
  • Libertà: alle imprese non sono richieste garanzie, ipoteche o fidejussioni di alcun genere;
  • Spostamento del profilo di rischio oggetto di analisi: con CashMe le PMI possono ottenere liquidità anche laddove gli Istituti di Credito l’hanno negata. Infatti ciò che rileva è soprattutto il merito creditizio del debitore ceduto, ovvero delle aziende clienti, e non quello del cedente;
  • Disponibilità: non esistono limiti di valore anticipabile. L’unico vincolo è dato dall’ammontare stesso dei crediti pendenti. In sostanza, non è applicato nessuno castelletto né fido massimo;
  • Sicurezza: la cessione avviene pro-soluto ed ogni rischio di insolvenza è trasferito in capo all’investitore, con eccezione di una piccola quota del 10% che rimane gravante sul cedente;
  • Riservatezza: l’accesso alla piattaforma e la cessione dei crediti non comporta alcuna segnalazione in centrale rischi né sul sistema bancario; al contrario, l’utilizzo del nostro sistema contribuisce a migliorare il rating;

- Qual è il tipico profilo di azienda che si rivolge a CashMe?

MS: Sono molti i potenziali utenti di CashMe, soprattutto tra le piccole e medie aziende.

Aziende che stanno vivendo una forte crescita dei ricavi hanno bisogno di cassa per far fronte alle esigenze di produzione e continuare ad alimentare tale crescita. Spesso le banche non sono in grado di soddisfare appieno e flessibilmente le esigenze di queste imprese, quindi CashMe risulta un’ottima alternativa.

Allo stesso modo aziende con business stagionali, ovvero caratterizzate da un surplus di cassa in certi periodi dell’anno e da necessità di cassa in altri periodi. Nei periodi di surplus, i contratti bancari ti impongono il pagamento di costi fissi e fee anche senza usufruire realmente del servizio; con CashMe invece paghi solo quello che utilizzi.

Inoltre, molte aziende storiche che vivono attualmente un momento di tensione finanziaria non vengono finanziate dagli Istituti di Credito tradizionali a causa di molteplici fattori: politiche interne di riduzione del rischio, rispetto delle normative imposte da Basilea III, etc. I nostri investitori invece possono essere interessati ad acquistare i loro crediti, così facendo finanziandole, in quanto non si focalizzano sul merito creditizio delle aziende stesse, ma piuttosto su quello dei loro clienti, ovvero di quei soggetti che in ultima istanza sono chiamati a pagare tali debiti.

Un altro esempio è rappresentato dalle aziende mono-cliente o con pochi grandi clienti: spesso le linee di credito tradizionali impongono un limite massimo di concentrazione (solitamente intorno al 30%) verso un unico cliente. Con la nostra piattaforma non viene applicato alcun limite.

Vi sono poi altre categorie di aziende e imprenditori che si sono rivolte a noi, non tanto per motivi razionali o perché abbiano ravvisato un reale vantaggio economico (trattasi in questo caso di ottime aziende con merito creditizio elevato), ma per una semplice questione di “libertà”. Questi imprenditori, stufi di sentirsi presi in giro da un mondo bancario che ti corteggia quando non ne hai la necessità, salvo poi scomparire nel momento del bisogno, stufi di processi macchinosi e lungaggini burocratiche, si sono rivolti a noi per il senso di libertà che gli offriamo.

- Che tipo di fatture possono essere vendute attraverso la vostra piattaforma?

MS: Innanzitutto è bene segnalare che solo società di capitali, ed in particolare Spa e Srl, possono accedere alla piattaforma. Allo stesso modo i clienti debitori devono appartenere ad una delle categoria indicate. L’importo minimo di ogni fattura in cessione deve essere almeno pari ad 10.000 euro ed è preferibile che siano già intercorse alcune forniture in passato con il medesimo cliente.
Alcuni settori sono poi esclusi fin dal principio: edilizia, servizi finanziari, gioco d’azzardo, armi.

- Passiamo dall’altro lato del marketplace: sul vostro sito leggiamo che “…il servizio vuole mettere in comunicazione due canali che tradizionalmente non hanno punti di contatto: il mondo della finanza e dei fondi di investimento, con quello delle piccole e medie imprese.”. Qual è il tipico profilo di chi investe attraverso CashMe?

MS: E’ troppo presto per poter fornire statistiche rappresentative del mercato degli investitori. Quello che possiamo dire è che abbiamo notato un’improvvisa esplosione di interesse nel nostro mercato da parte di investitori istituzionali e professionali, anche se c’è ancora molta attesa e un po’ di diffidenza. Noi siamo convinti che nel medio termine il credito commerciale verrà sdoganato definitivamente come asset class alternativa nel portafoglio di molti investitori (come d’altro canto già sta accadendo in alcuni paesi come US e UK).

Siamo certi che la fine dell’anno sarà ricca di novità su questo fronte e noi stessi rilasceremo interessanti comunicati.

- Sempre dal vostro sito leggiamo che “…CashMe consente di cedere i propri crediti commerciali pendenti ad investitori disposti ad acquistarli attraverso un processo di asta competitiva elettronica”: come funziona il meccanismo dell’asta?

MS: Il processo di asta competitiva elettronica è molto semplice: l’azienda, all’atto del caricamento del credito, definisce il prezzo minimo a cui è disposta a cederlo (una sorta di base d’asta) ed un valore sell-now (o prezzo di riserva). L’investitore propone le proprie offerte di acquisto necessariamente superiori al prezzo di base d’asta. Se un investitore presenta un offerta pari o superiore al valore sell-now, l’asta si perfeziona automaticamente.

Alla chiusura dell’asta l’investitore versa subito all’azienda l’acconto, sempre pari al 90% del valore nominale della fattura. Successivamente, quando l’investitore incassa il credito dal debitore finale, versa il saldo all’azienda: il saldo sarà esattamente pari alla differenza tra valore nominale, acconto e sconto proposto, se il debito è stato saldato alla data di scadenza; sarà invece pari alla differenza tra valore nominale, acconto e sconto aggiustato se il debito viene pagato oltre la data di scadenza.

- Come variano dunque i rendimenti per i Prestatori?

MS: Gli investitori presentano le proprie offerte di acquisto prendendo come riferimento in particolar modo il rating, rappresentativo di una specifica probabilità di default dell’azienda debitrice e la data di scadenza del credito.

Il rendimento per gli investitori è tipicamente nel range 8%-12% annualizzato, per crediti con scadenza tra i 60 e 90 giorni, a fronte di un rischio in termini di probabilità di default sempre inferiore al 2%. Accanto a ciò, ci preme sottolineare come, differentemente rispetto ad una delle regole auree della finanza per cui il rendimento atteso è sempre parametrato al rischio assunto, in questo caso entra in gioco un terzo fattore: lo stato di necessità dell’azienda richiedente. Infatti, due aziende con un credito pendente uguale, vantato nei confronti dello stesso debitore, con pari scadenza, possono essere portate a chiedere un prezzo minimo di cessione differente in funzione del proprio stato di necessità e di quanto velocemente vogliono incassarne il corrispettivo.

Rimandiamo al nostro blog www.cashme.it/blog per maggiori approfondimenti sui vantaggi dell’investimento in crediti commerciali.

- Offrite garanzie sui rendimenti? Se sì, attraverso quali meccanismi?

MS: Attualmente non forniamo direttamente un sistema di garanzia né prevediamo di inserirlo nell’immediato futuro. Siamo scettici sulla sostenibilità statistica e sulla scalabilità di un sistema di garanzia di questo genere. Riteniamo invece sia possibile, da parte degli investitori e su base individuale, assicurare i crediti acquistati con uno dei principali player italiani attivi in questo mercato.

In caso di default di un credito infine, non lasciamo solo l’investitore ma lo assistiamo in tutte le fasi del recupero, sia stragiudiziale che giudiziale, grazie alla struttura messa a disposizione da Axist Srl.

- In quali altri paesi operano piattaforme simili alla vostra? Vi ispirate a qualcuna di queste? 

MS: Ormai in tutta Europa stiamo assistendo ad un proliferare di piattaforme attive nell’invoice financing. Il paese in cui il fenomeno è più sviluppato e senz’altro l’Inghilterra, dove si contano ormai quasi 10 piattaforme che intermediano oltre un miliardo di sterline. Anche in Spagna, Germania e Francia ci sono interessanti esempi. Alcune di queste piattaforme sono state certamente fonte d’ispirazione durante la fase di concept dell’idea. Tuttavia strada facendo ci siamo accorti che il contesto - sia normativo che di mercato – è totalmente differente da quello italiano, per cui si può dire che oggi ci siano ben pochi elementi di similarità con tali piattaforme.

Grazie Marcello!


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