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Il Cantillon Effect dimostrato in tabella e perché il P2P può servire ad alleviarlo

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Quantitative Easing (QE), massicce iniezioni di liquidità, tassi di interesse a zero...”

La litania continua ininterrotta, raccontata dai policymakers di tutto il mondo e ritrasmessa in modo martellante e ripetitivo dai media. Ogni evento inatteso, come il recente esito del referendum sulla Brexit, è un’occasione per ribadire e rafforzare la narrativa dei tassi a zero che, irraggiati dal sistema finanziario incentrato sulle banche centrali, dovrebbero diffondere i loro effetti di sostegno all'economia reale.
Quello che però viene raramente discusso è che i benefici di questa enorme liquidità virtuale si sono trasmessi e continuano a trasmettersi in maniera totalmente disomogenea presso gli operatori economici, di fatto generando vantaggi sproporzionati a pochi fortunati e scarsissimi effetti alla stragrande maggioranza degli altri.
Questo fenomeno - denominato Effetto Cantillon - prende il nome dal primo che lo studiò e teorizzò addirittura nel 1700: l'economista e speculatore finanziario irlandese Richard Cantillon.
Cantillon visse e prosperò in Francia durante l'epoca di John Law, tra i primi a sperimentare circa 3 secoli or sono la monetizzazione del debito sovrano attraverso la stampa di nuovo denaro. L'esperimento di Law fallì tragicamente ma Cantillon, grazie alle sue convinzioni, ne derivò enormi profitti. La sua intuizione è che durante la creazione di denaro virtuale gli operatori più "vicini" alla fonte di creazione ne derivano benefici sproporzionati rispetto agli altri.
Sono passati tra secoli e le intuizioni di Cantillon sono tornate di attualità.

La scorsa settimana abbiamo assistito alla presentazione del Primo Report italiano sul Crowdinvesting da parte dell'Osservatorio Crowdfunding promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano (NB: Il pdf del Report lo trovate anche nella nostra sezione P2P-Library).
Nel corso dell'evento, abbiamo colto ispirazione dall'intervento di BorsadelCredito.it (BdC), ad oggi l'unica piattaforma operante in Italia nel segmento del credito alle PMI.
BdC ha messo a confronto i costi effettivi per un richiedente sulla loro piattaforma rispetto alle più comuni fonti di finanziamento tradizionali utilizzate dalle PMI. Il confronto è fatto per un prestito di ammontare pari a 30.000 euro con una durata di 36 mesi, richiesto e ottenuto da un’impresa con fatturato fino a 2 milioni di euro e meno di 10 addetti (ulteriori dettagli nella nota in c. alla pagina).

Si tratta di elementi quantitativi ma "soggettivi", nel senso che - ovviamente - tendono a portare acqua al mulino di BdC e del P2P Lending in generale. Noi le riportiamo così come presentate, sottolineando però che le note metodologiche ai fini dei calcoli sono tutte enunciate e spiegate in dettaglio.

Figura 1 Fonte: BorsadelCredito.it

La conclusione di BorsadelCredito.it è che il costo medio reale effettivo di indebitamento per una PMI Italiana è oggi pari al 17.31% nel caso di un mutuo e 23.74% nel caso di una linea di credito a breve. Questo rispetto all'11.64% medio di un finanziamento tramite la piattaforma di BdC.
In economia e in finanza, tutto è contestabile e opinabile ma - in ogni caso - è evidente che i costi di accesso al credito per le PMI risultano molto elevati, e che le tracce del QE, delle iniezioni di liquidità e dei tassi a zero...beh si sono perse nel sistema economico che sta "davanti" al sistema delle PMI e trae giovamento dalla "luce benefica e taumaturgica" trasmessa dalle banche centrali. Un po' diverso da quanto ci racconta la narrativa prevalente nei mercati finanziari.
Cantillon sarebbe estasiato! La sua tesi, ancora una volta, si dimostra valida.

Il nostro economista e speculatore irlandese potrebbe forse aggiungere anche un altro pezzo (rafforzativo) alla sua teoria studiando la seconda tabella presentata da BdC e relativo al confronto su aspetti "qualitativi": tempi di risposta alla domanda di credito, accesso al prodotto, costi e trasparenza, apertura dell'offerta (intesa come effettiva disponibilità per tutti). Al di là del costo del denaro il P2P può offrire significativi vantaggi nei quattro aspetti sopra evidenziati.

Figura 2 Fonte: BorsadelCredito.it

E quindi?
Quindi si possono trarre diverse conclusioni. La prima e più immediata è che le piattaforme di P2P Lending per le PMI possono alleviare anche se non risolvere il ripetersi del Cantillon Effect.
La seconda e più di lungo termine è che - se si dimostrassero in futuro degli intermediari affidabili dal punto di vista della selezione del rischio - le banche centrali potrebbero - perchè no? - prenderle magari in considerazione come veicoli di trasmissione più efficaci della loro liquidità all'economia reale (...e bye-bye però al moltiplicatore monetario).
Fantascienza? Forse ragionamenti prematuri ma non troppo. Basta guardare al recente accordo tra la BEI (Banca Europea degli Investimenti) e Funding Circle, la maggiore piattaforma di P2P Lending per le PMI in Europa, argomento sul quale abbiamo scritto in passato.


Note:

Figura 3 Fonte: BorsadelCredito.it


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