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Intervista ad Ignazio Rocco di Torrepadula, CEO di InstaPartners

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Ci siamo fatti raccontare InstaPartners, marketplace che “si occuperà di anticipo fatture alle PMI italiane”, dal suo fondatore e CEO, Ignazio Rocco di Torrepadula.

- Da dove nasce l’idea di InstaPartners? Quale obiettivo si pone come innovatore nel credito per le imprese?

IR: InstaPartners è una start-up nata nel 2015 da una mia idea e fa parte del settore fintech. Opererà nel marketplace lending e in particolare si occuperà di anticipo fatture alle PMI italiane.
L’obiettivo è di sviluppare un nuovo prodotto di finanziamento digitale con caratteristiche di semplicità di accesso e di utilizzo, velocità e flessibilità superiori a tutte le alternative esistenti sul mercato.

Tra gli azionisti di InstaPartners, oltre a me, ci sono alcuni nomi noti dell’imprenditoria e della finanza: Alessandro e Mauro Benetton; Paolo Merloni; Lorenzo Pelliccioli; la famiglia Venesio (proprietaria di Banca del Piemonte); Hans Paul Burkner (Chairman di The Boston Consulting Group); Giovanni Landi (partner di Anthilia Sgr); i partner di Tikehau Capital tra cui Jean Pierre Mustier, ex leader globale del Corporate e Investment banking di Unicredit.

- Ci spiegate come funziona e da chi è storicamente presidiato il mercato in cui intendete operare?

IR: Il mercato del finanziamento a fronte di crediti commerciali in Italia vale circa 400 miliardi di euro all’anno, il 4° nel mondo, ed è storicamente presidiato dalle banche e in misura minore dalle società di factoring.
Il nostro obiettivo è offrire alle PMI un servizio che non ha paragone sul mercato italiano; inserendo semplicemente la fattura (in qualsiasi formato) sulla nostra interfaccia digitale, senza burocrazia e senza nessuna richiesta di garanzie, la PMI riceverà in poche ore la quotazione per l’anticipo della fattura e, se la quotazione è accettata, il finanziamento sarà erogato in 24 ore. Tutto questo senza nessun costo fisso e nessun costo aggiuntivo a quello dell’anticipo, il quale sarà piuttosto basso e spesso inferiore a quelli normalmente praticati. I finanziamenti, erogati a fronte dell’acquisto di fatture commerciali, vengono poi cartolarizzati e ceduti a investitori istituzionali, che sottoscriveranno impegni a comprare tutti i portafogli originati dalla nostra piattaforma – la quale a sua volta sarà impegnata a rispettare determinati livelli di rischio.

- Come si differenzierà la vostra offerta rispetto ai players esistenti (tempistiche di approvazione credito, costo del finanziamento, altro…)?

IR: Per quanto riguarda le aziende finanziate, ci differenzieremo per un livello di semplicità di utilizzo, velocità, e flessibilità che vogliamo sia superiore a tutte le alternative esistenti, mantenendo anche un livello di prezzo molto competitivo, in molti casi inferiore a quello praticato dalle banche.

Per quanto riguarda gli investitori, offriremo una asset class con un profilo di rischio estremamente basso, rendimenti molto superiori alle alternative di durata comparabile (circa tre mesi) e una semplicità di gestione molto elevata.

- Qual è il tipico profilo di azienda che pensate possa essere interessata alla vostra offerta?

IR: Qualsiasi impresa non grande, che desideri una soluzione di finanziamento del circolante e di elasticità di cassa, che sia pratica, veloce, flessibile e conveniente, è un potenziale nostro cliente. Immaginiamo che possa esserci particolare interesse da parte delle aziende tra i 2-3 milioni e 10-15 milioni di fatturato, ma non ci sono limiti dimensionali né verso l’alto né verso il basso.
Il solo bacino di aziende di dimensione inferiore a 50 milioni di fatturato e che già usano forme di finanziamento su fatture, comprende 360.000 clienti.

- Quali saranno le caratteristiche innovative della vostra piattaforma tecnologica?

IR: Da un lato, l’interfaccia utente, completamente proprietaria e disegnata per offrire una esperienza particolarmente veloce, intuitiva e gratificante. Inoltre, la potenza e la velocità dei sistemi di valutazione del rischio, anche quelli proprietari, sia sotto il profilo dei modelli che di quello della tecnologia sottostante. E infine l’architettura tecnologica in senso più ampio, disegnata per gestire grandi masse di dati e nello stesso tempo per garantire modularità, configurabilità, e sicurezza – tutte cose che da un punto di vista pratico si riflettono nella possibilità di rispondere al mercato con una velocità superiore. 

- Passando dal lato prestatori: ci sembra di capire che intendete rivolgervi fin dall’inizio ad investitori istituzionali. Come mai avete scelto questa direzione univoca?

IR: Perché pensiamo che i portafogli di digital lending, soprattutto quelli contenenti crediti a imprese, possano essere compresi e gestiti al meglio da investitori professionisti – i quali stanno peraltro manifestando un interesse fortissimo.

- In che modo pensate di allineare i vostri interessi con quelli degli investitori?

IR: Buona parte della nostra squadra è coinvolta nel capitale di rischio di InstaPartners, e questo genera di per sé un allineamento piuttosto forte. Ma in aggiunta a questo, terremo sui nostri bilanci una quota significativa dei portafogli che cederemo agli investitori istituzionali.

- Che tipo di rendimenti pensate di offrire agli investitori che opereranno sulla vostra piattaforma?

IR: Non offrendo investimenti al pubblico, riserviamo queste informazioni ai nostri investitori. Però possiamo dare l’indicazione che i nostri rendimenti lordi saranno di poco inferiori a quelli che oggi gli investitori in crediti corporate possono ottenere da un minibond, o da un credito senior, i quali hanno però maturity (durata) di 5-7 anni, che si confrontano ai nostri 3 mesi.

- In quali altri paesi operano piattaforme simili alla vostra? Vi ispirate a qualcuna di queste?

IR: Fundbox negli Stati Uniti è l’esempio che troviamo più ispirante. Market Invoice in UK ha dei tratti in comune con quello che vogliamo fare.


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